Cronaca Barriera di Milano / Corso Giulio Cesare

Sulle sponde della Dora è emergenza tossici. "Si bucano a tutte le ore "

Da anni i consiglieri di circoscrizione e le associazioni di zona segnalano il via vai degli "zombie" tra il ponte Mosca e la passerella Carpanini. "Scendono dal 4 e vanno ad iniettarsi la dose sotto i ponti"

Arrivano quasi sempre da Porta Palazzo. A piedi, trascinandosi per disperazione, o a bordo della linea 4 del tram. I tossici che ogni giorno invadono le sponde della Dora scendono tutti alla stessa fermata, quella di corso Giulio Cesare a due passi da lungo Dora Firenze. La meta è sempre la stessa, si attraversa il ponte Mosca e si entra nel parcheggio che conduce alle sponde della disperazione.

In quel punto i tossici scelgono dove consumare la dose comprata qualche minuto prima dai pusher nordafricani che stazionano in piazza della Repubblica o dai venditori di morte di via Cigna e corso Vercelli. Sotto il ponte dedicato alla memoria dell’ex vice sindaco Domenico Carpanini gli zombie si radunano in massa. Alcuni si piazzano vicino al muro di mattoni, altri sotto il cavalcavia a due passi dal fiume. Restano lì sotto circa dieci o quindici minuti. Aprono la cerniera del giubbotto e dalla tasca tirano fuori l’essenziale, la siringa già pronta all’uso e l’immancabile fazzoletto pronto a perdere la sua verginità.

Sotto il ponte Mosca, invece, transita molta meno gente. Alcuni cercano di nascondersi dietro qualche pianta. Intanto qualche metro sopra le loro teste circolano i ragazzi diretti a scuola o all’oratorio e le mamme con tanto di passeggino al seguito. Tirano dritto, sanno benissimo cosa succede ma preferiscono non abbassare lo sguardo. Sono sempre gli stessi, invece, i residenti che continuano a puntare il dito sul degrado del quartiere Aurora. Da Carmine Batilde dei comitati spontanei “Sponde Dora e vie limitrofe” ai consiglieri Patrizia Alessi e Franco Poerio, Pdl, che più volte hanno denunciato un problema che non sembra avere una soluzione.



Mentre le persone litigano su chi sia la colpa di tale scempio i quindici minuti fatali sono passati, i tossici riprendono coscienza, si rivestono e tornano a infestare le panchine lungo la Dora o i giardini davanti la sede della circoscrizione Sette. Nell’attesa che il richiamo degli stupefacenti torni ancora una volta a bussare alla loro porta.
 

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