Cronaca Centro / Piazza San Carlo

Cariche e tensione al corteo del Primo Maggio, contestato Fassino

Giovani di Askatasuna contestano il sindaco di Torino. Alla fine del corteo 400 persone hanno raggiunto il Comune in segno di protesta. Fassino: "Lo spirito del Primo Maggio è unitario"

Manifestazione del Primo Maggio agitata a Torino in questo 2012.

CORTEO - Il corteo si è aperto con una contestazione al sindaco Piero Fassino da parte di alcuni giovani del centro sociale Askatasuna. Il sindaco stava muovendo i primi passi in prima fila, quando dei giovani hanno iniziato ad inveire tentando di entrare nel corteo per avvicinarsi a lui. E' subito intervenuta la polizia che li ha fisicamente bloccati. E' esplosa anche una bomba carta, e dopo un momento di tensione, quattro giovani sono stati accompagnati in questura. Il corteo, che vedeva in prima fila oltre al sindaco anche il presidente della Provincia Saitta, il vicepresidente del Consiglio regionale Placido, il consigliere regionale Leo (unico esponente del centrodestra), è poi proseguito per via Po, diviso, praticamente, in due tronconi. Cento ragazzi dei centri sociali sono riusciti ad infilarsi nel corteo, poco dietro le istituzioni, e un fitto cordone di agenti antisommossa si è messo davanti a loro per isolarli, pur permettendo loro di sfilare. I contestatori hanno preso di mira, in particolar modo, il sindaco Fassino con violenti slogan contro di lui. I cittadini a lato del corteo, sotto i portici di via Po e di via Roma, in direzione piazza San Carlo, dove terminerà la manifestazione, invece hanno più volte applaudito al passaggio del sindaco Fassino.

FASSINO - Il primo cittadino ha così commentato: "Ogni Primo Maggio abbiamo avuto delle contestazioni, l'importante sono le migliaia di persone che stanno qui dietro gli striscioni, io sto bene". Le persone accompagnate in questura sono quattro: la loro posizione è al vaglio. Dalla festa del primo maggio, dove é stato fischiato, prima durante il corteo, poi dal palco del comizio, il sindaco di Torino Piero Fassino ha rilanciato il valore della politica e delle "difficili scelte che oggi bisogna fare", tendendo conto che "il nostro obiettivo è mettere al centro della politica il lavoro per ridare fiducia e dignità alle persone e alle famiglie". "Il fischio non è mai stato un argomento di discussione. Questo sono gli stessi fischi che impedirono a Bonanni di parlare, come i bulloni a Trentin, da parte di chi non ha mai capito come ci si batta per difendere veramente i lavoratori che invece è l'impegno mio e del Comune", ha detto Fassino dal palco davanti ad un pubblico, 20.000 persone secondo Cgil, Cisl e Uil, diviso tra chi applaudiva e chi, la minoranza, fischiava. "Lo spirito del primo maggio deve essere unitario", ha aggiunto. Rivolgendosi poi alla porzione di piazza dalla quale provenivano la maggior parte delle contestazioni (gli autonomi e i giovani dei centri sociali sono stati tenuti lontani dalla dalla polizia) composta soprattutto dalle maestre d'asilo alle quali il Comune non potrà rinnovare i contratti a tempo determinato, Fassino ha detto: "Stiamo lavorando per risolvere il problema, il caso non è stato creato da noi ma dalla situazione economica generale. Questa è la città con più asili e materne d'Italia, ben 54, e noi vogliamo che a settembre tutti i bambini torinesi abbiano il loro posto". "Sulle modalità si potrà anche discutere - ha concluso, facendo riferimento alla contestata decisione di darne in concessione una decina - ma noi stiamo facendo i salti mortali per garantire il servizio".



CARICHE - Alla fine del corteo 400 persone, tra antagonisti, giovani dei centri sociali, No Tav hanno raggiunto il Comune di Torino in segno di protesta contro l' amministrazione ed il sindaco, già contestato nella mattinata. Con l'uso di una scala, montata su un furgone davanti al Municipio, dei manifestanti sono saliti sul balcone issando uno striscione con la scritta "Liberi tutti" e infilando una bandiera bianca con la scritta No Tav su un pennone vuoto. Subito sono intervenute le forze dell'ordine che hanno proceduto a togliere striscione e bandiera. C'é stata anche una carica degli agenti (la seconda della giornata, dopo quella ad inizio corteo) mirata ad allontanare i manifestanti. Attualmente é rimasto davanti al Comune un piccolo gruppo di qualche decina di antagonisti.

Un ulteriore momento di tensione, fortunatamente risoltosi senza particolari incidenti, si è verificato poco prima, quando la coda del corteo, con i militanti del Partito Democratico, stava entrando in piazza San Carlo, a comizio già finito. Un gruppo di autonomi e di anarchici ha tentato di non farli entrare nella piazza: né e nato un breve parapiglia, con calci e pugni, terminato, per quanto appreso, senza feriti, grazie anche al repentino intervento del servizio d'ordine del partito. (ANSA)
 

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