Cronaca

Cuore trapiantato per nascondere errore: primario delle Molinette a processo

Trapiantare il cuore a una paziente, senza riuscire a salvarla, solo per nascondere un errore in sala operatoria. A processo tre medici delle Molinette

In Corte d'Assise di Torino ieri si è aperto un processo contro tre medici dell'ospedale Molinette di Torino. Dietro l'accusa al primario di cardiochirurgia, al suo assistente e ad un'ananestesita, c'è la storia di un cuore trapiantato ad una paziente, senza riuscire a salvarla, per nascondere un errore in sala operatoria.

La vittima della bruttissima storia è Pasqualina Amodeo, una donna di 67 anni morta nel 2008 dopo cinque interventi. Il primo, una banale sostituzione di una valvola aortica, secondo la procura di Torino, fu viziato da un errore che si tentò di nascondere con gli altri, trapianto di cuore compreso.

Fra le accuse spicca quella punita più severamente, l'omicidio preterintenzionale, ma in aula si battaglierà anche su quella, senza precedenti, di peculato del cuore. Dicono i pm, infatti, che l'organo era di proprietà del Servizio Sanitario Nazionale, e che è stato utilizzato per uno scopo diverso dal dovuto.


Nella prima giornata di processo sono stati ascoltati i primi testimoni dell'accusa, dai dottori che avevano in cura Pasqualina al medico legale Roberto Testi, che ha ripercorso la via crucis delle cinque operazioni. Anche la difesa, però, assicura di avere buone carte da giocare. Gli avvocati citano una perizia che - spiegano - dimostra la mancanza di errori e persino l'utilità del trapianto: "Non era inutile perché c'erano ancora delle possibilità di salvare la paziente. E lo dimostreremo".

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