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Presunta moschea in via Ceresole, falso allarme: "Non si farà"

Le dicerie hanno riacceso la fiamma sulle polemiche relative all'integrazione cittadina. In un'area già bersagliata da spaccio e microcriminalità, una nuova moschea peggiorerebbe la situazione

Si placano le polemiche per la presunta apertura di un nuovo centro di culto musulmano nel quartiere Barriera di Milano, alla periferia Nord di Torino. La voce sulla possibile nascita di una moschea nella vecchia scuola abbandonata di via Ceresole, si era sparsa qualche giorno fa tra i residenti, seminando preoccupazione e disagio.

A scatenare le dicerie, la presenza di alcuni soggetti - con indosso le tipiche vesti islamiche - visti circolare con fare sospetto nelle strette vicinanze, appunto, dell'edificio di via Ceresole. Del problema, si è fatto carico il comitato spontaneo "Barriera di Milano Torino Nord" che ha subito chiesto delucidazioni in merito: "Abbiamo parlato con un parente stretto del titolare dello stabile - afferma Angelo Martino, uno dei rappresentanti del comitato - il quale ci ha confermato che l'edificio non ha intenzione di ospitare alcun centro di culto musulmano". Polemiche placate anche dall'assessore alle Periferie Ilda Curti, secondo cui non sarebbe giunta alcuna richiesta, in Comune, per l'apertura di un centro in via Ceresole.

Smentite, dunque, le chiacchiere che volevano nel quartiere l'ennesima moschea, dopo la già contestata vicenda del magazzino al civico 1 di via Sesia il quale, dal lunedì al venerdì, diventa punto di ritrovo per decine e decine di stranieri.

"Il numero dei fedeli della moschea di via Sesia supera di gran lunga la capienza dell'edificio - afferma il capogruppo della Lega Nord Fabrizio Ricca -. E' probabile che la comunità stia cercando un altro posto dove trasferirsi". Nulla contro gli altri culti religiosi, ma l'area rischia di essere satura di moschee. Analoghi luoghi di culto, infatti, sono ubicati in corso Giulio Cesare, via Chivasso e via Botticelli.

Resta il fatto che i sopralluoghi e gli incontri notati nei giorni scorsi presso l'ex edificio scolastico hanno riaperto la polemica già aspra sull'integrazione cittadina: "In una situazione già critica come quella di Barriera di Milano - conclude Ricca - l'apertura di nuovi centri di culto musulmani potrebbe peggiorare le cose. Continueremo a monitorare la zona per evitare che questo accada".

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