Cronaca

No Tav, inizia il presidio al cantiere di Chiomonte. A giorni la svolta?

Prima notte di guardia degli attivisti sull'area della Maddalena, a Chiomonte, dove dovrebbe aprire il cantiere. Saranno Prefettura e Viminale a decidere quando e se iniziare i lavori

Se i lavori della Tav inizieranno, è probabile che la tensione in Valsusa salirà alle stelle. Il presidio dei manifestanti è già iniziato, e probabilmente continuerà per settimane.E' stato un primo turno di guardia discreto quello montato la scorsa notte dagli attivisti del movimento No Tav sull'area della Maddalena, a Chiomonte, dove è annunciata l'apertura dei cantieri del tunnel geognostico propedeutico alla realizzazione della linea ferroviaria ad alta velocità Torino-Lione.

"Abbiamo deciso di esserci - spiega Alberto Perino, leader del movimento - ma di non essere sempre visibili. Per questa ragione la sorveglianza non avviene in un punto specifico". Stamani, dopo la pausa del fine settimana, ha riaperto anche la sede distaccata del Movimento 5 Stelle. "Loro - commenta Perino - fanno orario d'ufficio, ma sono pronti a esserci in qualsiasi momento qualora la situazione diventasse di emergenza".

La palla passa alla Prefettura e al ministero dell'Interno. Saranno loro a dover decidere quando far partire la macchina per aprire il cantiere. Qualcuno pensa che potrebbero iniziare addirittura tra pochi giorni, ma non ci sono comunicazioni ufficiali. Il Movimento No Tav riuscirà nel suo intento di fermare i lavori? Dimostrerà la stessa compattezza e decisione del dicembre 2005? Il sindaco di Chiomonte è favorevole all'opera, mentre nel 2005 il primo cittadino di Venaus era contrario. E proprio questo, per i No Tav, potrebbe essere un ostacolo insormontabile.

Tanti ancora i dubbi sui possibili rischi per la salute pubblica correlati alla realizzazione della TAV. A marzo un documento sottoscritto da 312 medici, farmacisti e operatori sanitari delle valli di Susa e Sangone ipotizzava pericoli legati all'amianto e all'uranio contenuti nelle montagne e all'aumento dell'ossido di azoto e dei particolati che avverrà con l'inizio dei lavori.

Intanto quest'oggi hanno incrociato le braccia per due ore, dalle 8 alle 10, i circa 70 dipendenti della Italcoge di Susa, una delle imprese aggiudicatarie dei lavori di scavo del tunnel. La protesta è rientrata in mattinata, dopo che l'azienda ha erogato parte degli stipendi arretrati con la promessa di saldare la parte restante entro venerdì prossimo.

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