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ThyssenKrupp: si rischia la prescrizione dei reati nel processo

Gli imputati potrebbero non essere condannati perché il processo va ormai avanti da sette anni e la Cassazione ha dimezzato il termine della prescrizione

Il procuratore Raffaele Guariniello lancia l'allarme. Il processo per le vittime del rogo della ThyssenKrupp, avvenuto nella notte tra il 5 e il 6 dicembre 2007, rischia di concludersi senza una sentenza definitiva e senza quelle condanne che in primo grado avevano invece segnato una svolta nella giurisprudenza italiana. Il reato potrebbe infatti cadere in prescrizione visto che in Cassazione gli imputati sono passati da colpevoli di omicidio volontario a omicidio colposo e incendio colposo, reati che hanno una prescrizione in sei anni e non in dodici come il precedente.

E pensare che l'inchiesta iniziale fu svolta in soli tre mesi, ma sette anni dopo non è ancora stata messa la parola fine. Come detto la prescrizione è calcolata in sei anni, a cui si aggiungono i giorni dati dalle aggravanti. Il raddoppio del termine non è consentito in quanto i giudici hanno giudicato anticostituzionale, per questo caso, la legge ex Cirielli del 2005.

L'ultima parola non è ancora stata detta. Nelle prossime settimane dovrebbe arrivare la motivazione della Cassazione, che lo scorso aprile aveva riconosciuto la colpa agli imputati, ma non il dolo, e dunque avevano rimandato gli atti del processo nuovamente alla Corte d'Assise d'Appello per la rideterminazione delle pene.

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