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Addio presbiopia: stop a occhiali e lenti a contatto, da Torino arriva una novità

Il disturbo della vista è legato all'età e rende difficoltosa la messa a fuoco da vicino

Tutti, prima o poi, si trovano a fare i conti con la presbiopia: leggere un libro o scrivere un messaggio al cellulare diventa sempre più difficile con l’avanzare dell’età. “La presbiopia è un difetto visivo da cui nessuno è esente. Di solito si presenta dopo i 45 anni ed è una naturale conseguenza dell’invecchiamento: si tratta di un vizio di rifrazione, dovuto alla riduzione della capacità dell’occhio di messa a fuoco da vicino” dice Alberto Bellone, oculista di Torino specializzato in chirurgia refrattiva e microchirurgia oculare.

La novità è che esiste una valida alternativa chirurgica agli occhiali, adatta per gli ultra cinquantenni, che permette di ottenere una visione ottimale, da lontano, da vicino e anche a media distanza: si tratta delle lenti intraoculari trifocali, che consentono una visione ottimale. Bellone è stato il primo in Italia a impiantare questo tipo di lenti che utilizza da ottobre 2015: “Sono un prodotto innovativo, che perfeziona una tecnica già esistente. Ne ho già impiantate una sessantina, i pazienti sono entusiasti dei risultati: già il giorno dopo l’intervento leggono da vicino senza occhiali e vedono nitidamente la tv e il monitor del pc. Si tratta di un prodotto con un alto profilo di sicurezza” dice Alberto Bellone.

Alberto Bellone, laureato in Medicina e Chirurgia all’Università di Torino nel 1996, ha conseguito l’abilitazione alla professione di medico chirurgo nel 1997 e si è specializzato in Oftalmologia all’Università di Torino nel 2000. Da anni si interessa di chirurgia refrattiva affinando le tecniche più moderne per il trattamento dei vizi di refrazione. Ha una notevole esperienza nella chirurgia conservativa del cheratocono e delle ectasie corneali con l’impianto di anelli corneali intrastromali (Keraring) e ha acquisito tecniche chirurgiche specifiche per il trattamento delle patologie vitreoretiniche. Ha fatto parte del presidio Valdese di Torino. Riceve e opera in diverse strutture in Piemonte e Lombardia.
 
   
 

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