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Tenta di portare la droga ai due figli detenuti in carcere, denunciata una mamma

Donato Capece (Sappe): "Importante dedicare impegno all'aggiornamento professionale dei poliziotti penitenziari per contrastare il fenomeno"

Entra in carcere per fare il colloquio con i due figli detenuti, ma con l'obiettivo di portare a questi alcune pastiglie della droga sintetica subutex. Una donna, mamma dei due incarcerati, è stata sorpresa dagli agenti della polizia penitenziaria proprio mentre stava introducendo la sostanza stupefacente all'interno del carcere e denunciata a piede libero.

A dare notizia del fatto, avvenuto ieri, è il SAPPE, Sindacato Autonomo Polizia Penitenziaria. Sono sempre più i casi in cui famigliari o amici si recano all'interno del carcere non solo per far visita ai detenuti, ma soprattutto con l'obiettivo di introdurre sostanze stupefacenti o oggetti che, secondo la legge, non possono essere trattenuti in carcere. Tra le droghe più diffuse sicuramente l'hashish, la cocaina, l'eroina e il subutex, un sostanza che viene utilizzata anche presso il Sert per chi è in trattamento.

“Questo ennesimo rinvenimento di stupefacente destinato a detenuti evidenzia una volta di più come sia reale e costante il serio pericolo che vi sia chi tenti di introdurre illecitamente sostanze stupefacenti in carcere - ha affermato Donato Capece, segretario generale del SAPPE -. Ogni giorno la polizia penitenziaria porta avanti una battaglia silenziosa per evitare che dentro le carceri italiane si diffonda uno spaccio sempre più capillare e drammatico, stante anche l’alto numero di tossicodipendenti tra i detenuti".

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