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Porta Palazzo, altri 8 intossicati: scoperto il banco di carne contaminata

Una famiglia in ospedale dopo avere mangiato Mici (specialità romena) acquistata a Porta Palazzo. Un commerciante aggiungeva salnitro per prolungare la conservazione della carne

Dopo i casi della scorsa settimana, continuano a Torino le intossicazioni per la carne comprata a un banco di Porta Palazzo. Una famiglia di otto persone, tra cui cinque bambini, è finita in ospedale con sintomi di intossicazione alimentare dopo avere mangiato carne fresca acquistata a Porta Palazzo, il più grande mercato di Torino. Nei giorni scorsi altri c'erano stati casi identici, con 12 persone finite in ospedale (delle quali quattro bambini) ed erano avvenuti sempre a Torino. I Carabinieri dei Nas (Nucleo antisofisticazione), dopo approfondite indagini,  hanno identificato l'ambulante che ha venduto le carni alle quali, secondo le analisi effettuate dall'Aazienda sanitaria locale, è stato aggiunto salnitro per prolungarne la conservazione. I sintomi avevano fatto sospettare in un primo tempo a un avvelenamento ed era poi stato il centro antiveleni di Pavia che aveva messo in relazione diversi episodi di intossicazione avvenuti nelle famiglie romene dalla fine di marzo

Tutte le persone coinvolte, venditore e acquirenti, sono di nazionalità romena. Il prodotto venduto è una miscela di carni tritate utilizzate per preparare il Mici, un piatto tipico della comunità romena. Si tratta di una polpetta cilindrica di carne bovina spesso mista a carni di maiale e di pecora.


"L'ambulante - ha riferito il pubblico ministero di Torino Raffaele Guariniello, che coordina l'inchiesta - ha detto di essere molto dispiaciuto dell'accaduto. Ora valuteremo quali provvedimenti adottare. Intanto invitiamo tutti coloro che hanno acquistato carne di quel tipo a non consumarla, visto che quei conservanti possono essere molto pericolosi, soprattutto per i bambini". Alla fine della scorsa settimana le aziende sanitarie, sempre su sollecitazione della Procura di Torino, avevano inviato una diffida agli operatori del settore alimentare affinché non venissero utilizzati additivi quali nitrati, nitriti e solfiti per la conservazione di carni fresche. I sintomi dell'intossicazione, fra i quali vertigini, cefalee, vomito e dolori addominali, spariscono solitamente nell'arco di qualche giorno.

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