Mercoledì, 27 Ottobre 2021
Cronaca

Torino e i suoi cento ponti sui fiumi: ecco i più antichi

Tra passerelle pedonali, ponti sui rii collinari e quelli sui quattro grandi fiumi a Torino ci sono oltre 100 strutture di attraversamento fluviale. Vi raccontiamo la storia dei più antichi

Nel territorio di Torino scorrono quattro fiumi – il Po, la Dora Riparia, lo Stura e il Sangone – e 17 corsi d'acqua collinari detti “rii”: rio Abegg, degli Alberoni, Cartman, Costa-Parigi, Isabella-San Vito, Mongreno, del Nobile, Paese o di Val Salice, Pattonera, Reaglie, Salino o del Pilonetto, San Severino, Santa Margherita, Sappone, Sassi-Mongreno, Val Piana, Val San Martino.

In totale, sui fiumi e sui rii torinesi ci sono 7 ponti sul Po, 23 sulla Dora, 4 sullo Stura, 2 sul Sangone (36 ponti complessivi); inoltre si contano anche 60 ponti sui rii collinari e 10 passerelle pedonali sui fiumi; in totale circa 100 strutture di attraversamento. La planimetria completa è sul sito del Comune.

Tra i ponti più importanti e più conosciuti di Torino, abbiamo selezionato alcuni dei più antichi ancora esistenti.

PONTI SUL PO

Vittorio Emanuele I

È il più antico e il più fedelmente conservato dei ponti cittadini. La storia di questa struttura che collega piazza Vittorio alla Gran Madre ha inizio durante l'occupazione francese di Torino di inizio Ottocento: Napoleone decise di far edificare un ponte di pietra, mentre in quel momento Torino aveva solo ponti provvisori sul Po. Venne eretto in sostituzione di un precedente ponte in pietra di 12 pilastri, eretto all'inizio del Quattrocento, e fortemente danneggiato dalla piena del fiume del 3 novembre 1706 che ne distrusse alcuni archi, sostituiti provvisoriamente da strutture in legno. La posa della prima pietra avvenne nel novembre 1810 davanti al principe Camillo Borghese, marito di Paolina Bonaparte e allora governatore del Piemonte: murate nel pilastro centrale del ponte furono riposte 88 fra monete e medaglie commemorative delle campagne napoleoniche e un metro in lastra d'argento (vedi opera che riproduce la posa della prima pietra). Il ponte, realizzato sotto la direzione degli ingegneri Malet e Pellegrini, fu completato nel 1813. Dopo la fine dell'occupazione francese, con il ritorno dei Savoia in città, il re Vittorio Emanuele I si oppose all'idea di abbattere il ponte simbolo dell'occupazione francese e gli fu in seguito intitolato (prima si chiamava Ponte di Pietà o semplicemente “di pietra”). Ha una lunghezza complessiva di 150 metri per 5 arcate, non è stato modificato a parte i lavori per consentire il passaggio del tram effettuati nel 1876 che comportarono anche la sostituzione dei vecchi parapetti in pietra con quelli attuali di ghisa.

Umberto I

Fu costruito per sostituire il vecchio ponte metallico sospeso intitolato a Maria Teresa, che come l'odierno Umberto I univa corso Vittorio Emanuele II e Corso Moncalieri in corrispondenza di Borgo Crimea. Il vecchio ponte era in struttura metallica con cavi d'acciaio, tutto realizzato da un'azienda che dal 1840 acquisì in cambio i diritti di pedaggio. Ma col passare degli anni la struttura divenne pericolante, adibita dal Comune solo all'uso pedonale e infine abbandonato 1897, per essere definitivamente distrutto nel 1906. Nel 1907, dopo quattro anni di lavori, fu inaugurato il nuovo ponte, che fu intitolato al re Umberto I vittima di un attentato nel 1900. Il progetto a tre campate (30-32-30 metri) è degli architetti fiorentini Vincenzo Micheli e Enrico Ristori, mentre nel 1911, come ornamento, furono aggiunti quattro gruppi scultorei allegorici; Luigi Contratti eseguì la Pietà e il Valore su corso Vittorio Emanuele II, Cesare Reduzzi realizzò invece l’Arte e l’Industria, sul lato di corso Fiume. Dopo la realizzazione delle statue, ci fu una seconda inaugurazione del ponte in occasione dell'Expo del 1911.

Principessa Isabella

Il ponte Isabella attraversa il Po lungo la direzione di corso Dante. Fu costruito tra il 1876 e il 1880, su progetto di Ernesto Ghiotti. L’espansione urbanistica di Torino a metà Ottocento rese necessaria la realizzazione di nuovi attraversamenti sul grande fiume, e così si arrivo alla realizzazione del Ponte Isabella. La commissione giudicatrice scelse il progetto di Ghiotti, che prevedeva una struttura a cinque arcate semiellittiche (160 metri totali). L’apparato decorativo era completato dai parapetti e dai lampioni in ghisa, sostituiti nella seconda metà del Novecento. Il nome del ponte deriva da Isabella, principessa di Baviera (1863-1924), che sposò Tommaso Alberto Vittorio di Savoia-Genova nel 1883.

SULLA DORA

Carlo Emanuele III

È il ponte di corso Umbria sulla Dora e risale al 1890. La struttura in ferro originaria fu sostituita negli anni '20 del Novecento dall’elegante arco in cemento armato, più adatto a sopportare il traffico della zona ormai industrializzata. La costruzione del ponte che collega i quartieri di Valdocco, Madonna di Campagna e Lucento fu richiesta nel 1889 al Comune dal Circolo Valdocco insieme all’apertura nella vicina cinta daziaria di una porta d’ingresso. Del Circolo facevano parte influenti notabili della zona, che promisero di concorrere alle spese e di concedere gratuitamente i terreni lungo gli argini purché i lavori terminassero entro l’anno successivo. L’offerta era motivata dalla necessità di rompere l’isolamento in cui era relegato Valdocco, dopo che la realizzazione della linea ferroviaria per Milano ne aveva reso difficoltosi i collegamenti con il resto della città; inoltre, il ponte collegava Valdocco a una zona sede di importanti stabilimenti come il cotonificio Mazzonis e la Savigliano. Proprio quest'ultima azienda realizzò il ponte con una struttura in ferro, finché nel 1928 fu deliberata la sostituzione con un altro più grande realizzato dall’impresa Bertelè su progetto dell’ingegnere Mario Dezzutti. Nell’ottobre del 1931 fu inaugurato il nuovo ponte a campata unica in cemento armato con parapetto a ringhiera metallica intervallato da pilastrini in pietra.

SULLO STURA

Vittorio Emanuele II

Il nuovo ponte Vittorio Emanuele II sul fiume Stura, in corrispondenza di corso Vercelli, è stato costruito nel 1964 su progetto di Guido Oberti. Caratteristico per l’eliminazione di ogni elemento staticamente non indispensabile e per una linea estremamente snella ed elegante, questo ponte di 92 metri è in realtà l'erede di una struttura molto più datata. Il vecchio ponte Vittorio Emanuele II fu infatti costruito tra il 1880 e il 1882, in un punto dove altri attraversamenti fluviali erano stati collocati già nel Settecento. Il ponte di fine Ottocento era una struttura in muratura, imponente e molto massiccia, composta da quattro pile e cinque arcate. Nonostante la sua imponenza aveva gravi problemi di statica, a causa del fatto che i pali di legno su cui erano fondate le pile penetravano nel terreno soltanto per la lunghezza di sei metri. Nel 1947 dopo un progressivo abbassamento dell’alveo della Stura, i pali di fondazione iniziarono a scalzarsi e furono fasciati con getti di calcestruzzo. Nel 1961 si verificò un nuovo scalzamento delle fondazioni e in questo caso il ponte venne chiuso. Il Comune ne aveva decretato l’abbattimento per estrema pericolosità, ma prima che ciò avvenisse, il 2 settembre 1961, una pila cedette e fece crollare le due arcate ad essa adiacenti; la settimana dopo, l’intera struttura collassò definitivamente. Tra il 1961, data del crollo del vecchio ponte, e il 1964, costruzione del nuovo ponte, rimase in funzione un ponte mobile provvisorio, di cui sono ancora visibili quattro pile.

Nella foto, il ponte Maria Teresa, "antenato" del ponte Umberto I, abbattuto nel 1906. Foto di Giacomo Brogi (1822-1881)

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