Mercoledì, 22 Settembre 2021
Cronaca Pozzostrada / Corso Francia, 357

Allarme polveri sottili in corso Francia. Molte famiglie convivono con la paura

Una decina di famiglie del civico 357 di corso Francia ha chiesto la pulizia delle scale e dell'ascensore del condominio. "Tutta colpa dell'incendio avvenuto dieci giorni fa"

Problemi a non finire per una decina di famiglie residenti al confine con Torino. Polveri sottili e un’aria praticamente irrespirabile stanno, infatti, rendendo praticamente impossibile la vita agli inquilini di una palazzina di corso Francia. L’incendio che nella notte tra il primo e il 2 febbraio ha danneggiato quattro cantine al civico 357 è ancora vivo negli occhi delle dieci famiglie che quella notte sono state evacuate per motivi di sicurezza.

Il ritorno alla normalità non è stato dei più tranquilli. Gli scalini del palazzo e il vano ascensore continuano ad essere invasi da un sottile strato di polvere che sta togliendo il sonno ai residenti del quartiere Pozzo Strada. “Questo palazzo ha bisogno di una bonifica – sottolinea Clara, una delle inquiline che hanno fatto ritorno in corso Francia -. Abbiamo quella maledetta polvere persino dentro le nostre abitazioni. In una situazione del genere è impossibile restare tranquilli”. 

L’odore di bruciato è il secondo problema contestato dalle famiglie del civico 357. E qualcuno ha persino deciso di non tornare a casa. Almeno per il momento. “Non ce la sentiamo di far vivere i nostri bambini con quei cattivi odori – rincara Rosa, un’altra residente -. Al momento dormiamo da parenti ma questo stato di cose non potrà andare avanti in eterno”.

Sulla situazione di disagio delle famiglie di corso Francia si è espresso anche il deputato torinese della Lega Nord Davide Cavallotto. “A dieci giorni dall’incendio doloso che ha semi-distrutto una palazzina non è ancora stato mosso un dito per le dieci famiglie che da allora vivono in condizioni disumane – accusa Cavallotto -. Proprietà ed assicurazione pare non riescano a mettersi d’accordo sull’anticipo della somma necessaria a far partire i lavori di bonifica e questo ricade su chi è costretto a continuare ad abitare in ambienti malsani ed insalubri”. La speranza, ora come ora, è che le parti in causa si mettano una mano sul cuore avviando al più presto gli interventi di ristrutturazione.

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