40enne morto di infarto: la tragedia si è trasformata in una donazione senza precedenti

Primo prelievo di polmoni a cuore fermo

Immagine di repertorio

Un uomo di 40 anni è morto lunedì 15 ottobre a causa di un malore sul luogo di lavoro. Un infarto acuto che non gli ha dato alcuna possibilità di sopravvivenza, nonostante gli strenui tentativi rianimatori posti in essere prima dal personale del 118 e poi dall’equipe di Rianimatori dell’ospedale Maria Vittoria, diretti dal dr. Emilpaolo Manno, dove è stato portato d’urgenza.

Il prelievo dei polmoni

Alle 12.25 constatandone il decesso, i sanitari del Maria Vittoria, ottenuto il consenso della famiglia, hanno immediatamente attivato il protocollo interno per il prelievo di polmoni a cuore fermo, senza supporto di circolazione extracorporea. Una prima assoluta nella Regione Piemonte. Un protocollo approvato dal Centro Trapianti Regionale e Nazionale.

“Due anestesisti rianimatori della mia equipe, i dottori Silvia Giorgis e Marco Basso, con l’infermiera specializzata Desireee Stagno – spiega il Direttore della Rianimazione del Maria Vittoria, Dott. Emilpaolo Manno – si sono occupati del complicato iter di assistenza della salma per mettere in sicurezza l’organo da prelevare, sottoponendo innanzitutto il paziente deceduto a Tac per escludere ogni eventuale patologia e garantirne l’idoneità al trapianto. Quindi lo hanno posto in modalità di assistenza respiratoria denominata CPAP, continuous positive airway pressure, una assistenza respiratoria a pressione positiva continua, che consente di mantenere gli alveoli polmonari aperti senza sovradistenderli, in modo da evitare il collasso polmonare in assenza in battito cardiaco. Contemporaneamente è stato espletato l’iter burocratico autorizzativo, informando anche il magistrato di turno”.

Alle 16.35 i cardiochirurghi Erika Simonato e Matteo Marro della Città della Salute nelle sale operatorie del Maria Vittoria hanno eseguito in blocco il prelievo di cuore e polmone. Dal cuore potranno essere trapiantate le valvole cardiache, mentre i polmoni potranno essere trapiantati in toto dopo ricondizionamento: le evidenze scientifiche hanno stabilito l’ottima funzionalità dei polmoni ricondizionati prelevati da cadavere, pari o addirittura superiore a quelli prelevati a cuore battente. “Un grandissimo gesto di generosità della famiglia cui siamo tutti vicini nel dolore – commenta il Direttore Generale ASL Città di Torino, Valerio Fabio Alberti - e grati per la possibilità concessa di aprire nuove frontiere di trattamento nella nostra Regione”.
 

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