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Abolizione dei progetti di reinserimento lavorativo per i detenuti: è polemica

La decisione annunciata dal ministero della Giustizia relativa alla soppressione dei progetti professionali rivolti ai carcerati, ha causato in Piemonte molti dissensi

La soppressione annunciata da Andrea Orlando, ministro della Giustizia, dei progetti di reinserimento lavorativo dei detenuti tramite le cooperative che operano nel settore della ristorazione ha causato in Piemonte non poche polemiche. Iniziative che da dieci anni vengono attuate nel carcere Lorusso e Cutugno di Torino dove al momento lavorano 35 persone e dieci cooperative e che da otto mesi sono state attivate anche a Ivrea.

"Il ministero non ha valutato la qualità della formazione professionale di centinaia di detenuti - ha dichiarato Bruno Mellano, garante dei detenuti del Piemonte -. I direttori delle carceri sono in difficoltà perchè si vuole, da un giorno all'altro, che i detenuti preparino pasti senza alcuna formazione". Allo stesso modo sono contrari i vertici delle cooperative e anche Domenico Minervini, direttore del carcere torinese, non nasconde la sua amarezza: "Sono imbarazzato - ha ammesso - . Si tratta di un salto indietro di dieci anni, si sarebbe potuto discuterne almeno ancora un paio di mesi. L'amministrazione penitenziaria non può limitarsi a comportarsi come un notaio e prendere atto della decisione".



 

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