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Manifesto del Reload Music Festival

Manifesto del Reload Music Festival

Uber, polemiche sul Reload Music Festival: salta l'accordo "Ci pensi il Comune"

"È inaccettabile che un servizio illegale, che ignora le norme in materia di trasporto pubblico - affermano Alessandro Benvenuto e Fabrizio Ricca della Lega Nord - si faccia pubblicità nel corso di un concerto promosso da enti locali e territoriali che ne riconoscono l'illegittimità"

Non si arresta il polverone mediatico e la scia di polemiche innescate da Uber, il servizio di trasporto che recluta privati cittadini trasformandoli in "tassisti abusivi".

Ora, nell'occhio del ciclone, c'è finito il Reload Music Festival - in programma sabato 28 febbraio al Palalpitour - per cui l'organizzazione Libra Concerti ha dato vita a una partnership proprio con Uber, al fine di fornire ai propri spettatori un servizio di trasporto "low cost", così come spesso è stato definito in gergo.

E così, gli animi dei tassisti regolari - sostenuti da varie frange politiche - già fomentati dopo la manifestazione a Torino dello scorso 17 febbraio, si sono accesi ancora di più. Sì, perchè - peraltro - il Reload Music Festival è a sua volta patrocinato da Comune di Torino e Regione Piemonte, proprio quel Comune che più volte ha ribadito l'illegalità del servizio fornito dalla rinomata azienda californiania.

"È inaccettabile che un servizio illegale, che ignora le norme in materia di trasporto pubblico - affermano Alessandro Benvenuto e Fabrizio Ricca della Lega Nord - si faccia pubblicità nel corso di un concerto promosso da enti locali e territoriali che ne riconoscono l'illegittimità".

Una polemica, quasi un caso mediatico, più contro un'amministrazione che da' il via libera al servizio Uber contro quello che è un regolare servizio di taxi autorizzato. La Libra Concerti, dal canto suo, mira alla buona riuscita dell'evento e, soprattutto, a garantire l'incolumità dei propri ragazzi: "Il mio solo obiettivo è garantire a chi seguirà l'evento di partecipare  e tornare a casa senza correre alcun rischio - afferma Virginia Sanchesi, organizzatrice dell'evento -. Questo è l'unico motivo per cui ho cercato la collaborazione di Uber".

Collaborazione - peraltro - che la stessa Sanchesi è disposta a rescindere qualora Comune e tassiti si dimostrino di offrire al festival una soluzione alternativa che sia altrettanto sicura, efficiente ed economica. Tassisti regolari che, a quanto pare, si sono dimostrati preziosi quando la stessa organizzazione Libra li contattò prima di pensare a Uber.

Sì, perchè il festival, peraltro, tocca temi importanti come l'uso di sostanze stupefacenti e problemi legati alla dipendenza: "Parteciperanno tanti ragazzi - continua Sanchesi. - Voglio che siano sicuri e possano tornare a casa accompagnati".

La palla ora, passa più che altro al Comune. Non soltanto per il caso in sè - trovare in fretta una soluzione per il Reload Music Festival perchè "uova e bottiglie rotte al concerto si vorrebbero evitare" - ma soprattutto per l'intera problematica.

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