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Bliz Lega contro Islam, Fassino: "L'incontro sulla moda, non con l'Isis"

I consumatori musulmani nel mondo hanno speso in abiti e calzature 266miliardi di dollari nel 2013, l'11,9% della spesa mondiale in questi prodotti. Se questo mercato fosse una nazione, sarebbe la terza nazione del mondo dopo Stati Uniti (494 miliardi di dollari) e Cina (285 miliardi di dollari)

Non si arresta e arriva fino in Parlamento la polemica innescata dai consiglieri della Lega Nord in merito allo spazio per la preghiera islamica allestito in Comune e poi rimosso dagli stessi consiglieri del Carroccio. Un fatto che ha portato all'apertura di un fascicolo in procura e che ora rischia di vedere i politici Ricca e Carbonero indagati per violazione della legge Mancino, inerente alle discriminazioni per motivi razziali.

Il bliz della Lega Nord ha agitato anche gli animi del ministro dell'Interno Angelino Alfano: "Non è pensabile che si impedisca di pregare e che si mettano in atto gesti provocatori che possono scatenare reazioni - ha detto Alfano -. Chi prega non è un nemico ed è da stupidi, oltre che da irresponsabili, pensarlo. Rifiutiamo ogni forma di violenza e abbiamo il dovere di rispettare la Costituzione che prevede la libertà di culto".

Lo spazio di preghiera islamica, di fatto, era stato allestito nella Sala Matrimoni, in occasione della "Turin Modest Fashion", un forum promosso dalla Camera di Commercio di Dubai e dalla Thomson Reuters, con il coinvolgimento di Camera Commercio e Unione Industriale di Torino e la partnership di primarie imprese italiane e internazionali. "I rappresentanti di Paesi arabi e islamici e primari operatori del mondo della moda, italiani ed europei, sono intervenuti in Sala Rossa per confrontarsi e discutere sulla moda, che non è certo scissa dalla dimensione culturale, religiosa e identitaria di popoli e persone, e per offrirsi a un mercato mondiale - ha affermato il sindaco Piero Fassino -. Non sono venuti i rappresentanti dell’Isis".

Per secoli – quando il mondo coincideva con l’occidente – il mondo della moda è stato caratterizzato dalla moda occidentale. Oggi sono cambiati gli scenari, con la globalizzazione e con l’ingresso nel mercato di 3,5 miliardi di persone di altre culture e identità: Cina, India, Indonesia, Paesi arabi e islamici e tanti altri Paesi emergenti. E, così, la comunità internazionale si pone il problema di misurarsi con questa nuova dimensione. I consumatori musulmani nel mondo hanno speso in abiti e calzature 266miliardi di dollari nel 2013, l’11,9% della spesa mondiale in questi prodotti. Se questo mercato fosse una nazione, sarebbe la terza nazione del mondo dopo Stati Uniti (494 miliardi di dollari) e Cina (285 miliardi di dollari). Si stima che nel 2019 questo valore possa raggiungere i 484 miliardi di dollari.

Insomma, lo spazio in Sala Matrimoni, è stato allestito, secono Fassino, col solo intento di fornire ad alcuni ospiti di fede islamica, un luogo di preghiera, a conti fatti utilizzato solo da 8 persone. "Pregare il proprio Dio è un diritto che non si nega a nessuno - ha concluso Fassino -. La preghiera è un atto di pace, non di violenza".

Che si trattasse di un incontro legato all'economia e alla finanza e non strettamente legato alla fede, il richiamo ai fatti di cronaca è saltato subito all'occhio anche, se è opportuno non fare di tutta l'erba un fascio. Per il consigliere Fabrizio Ricca, responsabile insieme a Roberto Carbonero dell'accaduto, il problema è un altro: "La Sala Matrimoni non era il luogo adatto, trattandosi di un contesto laico. Basta ricordare che i dipendenti del Comune non hanno un luogo dove poter pregare. E sarebbe opportuno trovarlo, magari creando una stanza apposita - ha dichiarato Ricca -. E poi, sindaco, dovrebbe ricordarsi che Palazzo Civico è la casa di tutti i torinesi, anche per i luoghi di culto. E non tutti i torinesi sono contenti che si preghi all’interno di Palazzo Civico".

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