Cronaca Centro / Piazza Castello

Palazzo Madama: da porta romana a pokéstop, la "storia breve" da Giulio Cesare a Pikachu

Da ieri ha aperto le porte a Pokémon Go, ma Palazzo Madama e Casaforte degli Acaja sono da duemila anni il luogo d'arrivo della storia di Torino

Da ieri Palazzo Madama è il primo museo italiano a partecipare a Pokémon Go, il gioco di realtà aumentata che, nel bene o nel male a seconda di come la si pensi, sta facendo impazzire il mondo. E a ben guardare si tratta quasi di una logica conseguenza per questo luogo che nasce come una porta d'accesso principale a Torino e alla vita di chi ci abita o ci passa soltanto: da Giulio Cesare a Pikachu, in un certo senso.

Il complesso che oggi si chiama Palazzo Madama e Casaforte degli Acaja era infatti la porta orientale (Praetoria secondo alcuni storici, Decumana secondo altri) lungo le mura della città di Julia Augusta Taurinorum, la città dei Taurini (e non dei tori) fondata come accampamento da Giulio Cesare nel 58 a.C, ingrandita come colonia dal figlio adottivo Augusto nel 28 a.C. e divenuta una vera e propria città nel I secolo d.C., quando appunto furono costruite le mura e le porte d'accesso.

Dopo la caduta dell'impero romano, la porta divenne anche un piccolo forte, per la difesa della città, finché nel Duecento fu comprata dai marchesi Aleramici del Monferrato, che nel 1280 la cedettero ai Savoia dopo una lunga guerra, insieme a tutta Torino e in cambio di un nobile prigioniero in mano sabauda.

Il castello medievale visibile ancora sui tre lati (e che dà il nome alla piazza) fu fatto realizzare nel Trecento dal ramo cadetto dei Savoia-Acaja, che un secolo dopo si estinse. A quel punto il castello tornò ad accogliere persone da fuori, in questo caso fungendo da residenza per gli ospiti dei Savoia.

Dopo due secoli come dimora di secondaria importanza, la storia di questo luogo è cambiata a partire dal Seicento, grazie a due donne particolari, due “Madame reali”.

La prima è Madama Cristina, che lo fa restaurare e ci va ad abitare nel 1637 per stare lontana (poche decine di metri) dall'ambiente di corte, dove i cognati e non solo volevano appropriarsi del titolo spettante al figlio della Madama. La seconda madama reale fu Maria Giovanna Battista, nuora di Cristina e altrettanto decisa: a lei si deve l'aspetto attuale del complesso di Palazzo Madama, tra lo stile originario e il barocco seicentesco.

Nei secoli successivi il palazzo è stato sede di comandi militari e anche di un osservatorio astronomico e meteorologico, della Pinacoteca Regia e del museo civico, della corte di Cassazione e anche del senato (casualmente proprio come il Palazzo Madama di Roma, sede del senato attuale).

Qui si sono svolti i funerali del Grande Torino nel 1949, mentre è del 1934 la fondazione del Museo civico d'arte antica. Ormai da anni parte importante del panorama museale della nostra città, è riconosciuto patrimonio mondiale dell'umanità Unesco dal 1997. E da ieri patrimonio anche di PokémonGo.  

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