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"Torino-Venezia in bici? Non è solo un sogno". Parola del ministro Delrio

Si tratterebbe di 679 km di pista ciclabile che taglierebbero in due il settentrione e che, con costi minimi di realizzazione, porterebbero un indotto di 150 milioni l'anno

Dalla Mole Antonelliana alla laguna di Venezia in bicicletta? No, non è solo un sogno ma un vero e proprio progetto governativo per favorire la "mobilità dolce", che unirà da est a ovest il nord Italia. Un'idea che nel capoluogo sabaudo circola da un po' di tempo ma che per la prima volta arriva nelle stanze e nei corridoi del Parlamento.

L'ipotesi nasce nell’alveo del piano europeo chiamato EuroVelo che intende collegare tutta Europa lungo 15 percorsi tra le maggiori aree metropolitane. Il progetto che riguarda il collegamento di Torino e Venezia si chiama Ven-To, è ad impatto ambientale zero ed è già stato realizzato dal Politecnico di Milano. E ieri il ministro delle Infrastrutture Graziano Delrio l'ha sostenuto e lanciato, nel corso dei lavori dell'audizione della commissione Lavori pubblici al Senato.

Si tratterebbe di 679 km di pista ciclabile che taglierebbero in due il settentrione, con passaggio a Verona e Milano, i cui centri urbani verrebbero coinvolti nel collegamento ciclistico tra le maggiori città del nord della penisola.
La pista ciclabile in questione costerebbe meno di tre chilometri di autostrada e porterebbe un indotto economico di 150 milioni l'anno.

Qualche sorriso di scherno tra i parlamentari non è mancato e anche se per ora, il progetto pare essere solo una "sparata" di mezza estate, il ministro Delrio ha assicurato che verrà inserito nel "piano della mobilità ciclistica": "Il progetto è sostenibile - ha concluso convinto - e si farà".

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