Cronaca

Spunta una ciclabile in piazza Statuto, ma è subito protesta: "E' insicura, meglio sotto i portici"

In poche ore ha visto la luce la nuova pista che collega corso Francia con via Garibaldi. Critiche da parte di ciclisti, automobilisti e commercianti. Ma l'assessorato si difende: "E' una scelta condivisa"

Due foto pubblicate sulla pagina facebook di Bike Pride

Chi è transitato da piazza Statuto solo due giorni fa, oggi potrebbe non riconoscerla. In meno di 48 ore infatti gli operai incaricati dal Comune hanno realizzato la nuova pista ciclabile che collega via Garibaldi con corso Francia e cancellato una cinquantina di parcheggi. Una pista ciclabile che però si porta dietro tante, troppe critiche. E da parte di tutti, automobilisti, negozianti e ciclisti.

Ma partiamo con ordine. La realizzazione delle strisce che di fatto trasformano parte della carreggiata in pista ciclabile sono state disegnate senza alcun preavviso. Un problema per gli operai perché si sono trovati a fare i conti con le auto parcheggiate in quella che fino a quel momento era zona per sostare. Così i lavori sono durati più ore del previsto, andando avanti a singhiozzi, aspettando cioè che uno ad uno i proprietari venissero a spostare l'auto. "Una cosa imbarazzante - il commento di un passante alla vista della striscia gialla interrotta davanti ad un'auto ancora parcheggiata -. Non bastava mettere dei cartelli che avvertissero dei lavori?". La cosa che si sono domandati un po' tutti i passanti.

In un modo o nell'altro comunque a fine giornata la pista ciclabile è stata realizzata. Ma proprio in quel momento è iniziata la discussione vera e propria. "Una pista ciclabile in mezzo alla strada? Ma siamo matti", il commento di Giacomo, uno studente che tutte le mattine percorre quel tratto di strada con la sua due ruote. "E' più sicuro continuare ad andare sotto i portici - conclude - che non rischiare la vita tutti i giorni".

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In effetti una pista ciclabile in mezzo alla carreggiata non è proprio il massimo neanche per l'associazione "Bici e Basta" che con il Comune di Torino ha seguito i lavori iniziali del progetto. "Qualche timore c'è in una pista del genere - dice dubbioso Fabio Zanchetta -. Sapevamo del collegamento, ma il progetto finale non lo abbiamo visto, non sapevamo esattamente come sarebbe stato". Zanchetta, uno dei rappresentati dell'associazione vuole comunque dare fiducia al progetto e vedere come andrà, sperando che non succeda nulla, "altrimenti avrà più senso andare di fianco alle vetture parcheggiate sui lati".

Dubbi, critiche e scetticismo a parte dall'assessorato alla Viabilità sono convinti di aver risolto un problema più volte segnalatogli, quello del passaggio critico delle biciclette tra corso Francia e via Garibaldi. "Il collegamento era uno dei punti evidenziati dalle associazioni dei ciclisti - spiegano -. Era un nodo che doveva essere risolto e la scelta è stata condivisa proprio con le associazioni".

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