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Pedalare sotto la Mole: la pista Baden-Powell, tra siringhe e trascuratezza

Abbiamo pedalato per Torino al fine di scoprire i problemi delle piste ciclabili della città. La pista Baden-Powell è tristemente nota per essere occupata più dai tossici che dai ciclisti. Le sue condizioni di manutenzione sono pessime

Sarebbe senza dubbio una delle piste più belle, riposanti e moderne della città di Torino: in uno splendido angolo verde a ridosso del fiume Dora, coperta da una vegetazione rigogliosa, la pista ciclabile Baden-Powell evita alle biciclette il passaggio sul trafficato corso Svizzera aggirando l'ospedale Amedeo di Savoia. E invece è uno degli angoli più rischiosi della città.

Priva di attraversamenti (nessun pericolo di essere investiti) e lontana dal traffico (impossibile per gli automobilisti parcheggiarvi sopra) la Baden-Powell è invece popolata dai tossici. Essendo quasi priva di illuminazione, è un vero paradiso per chi vuole appartarsi. In terra si può trovare di tutto: dalle siringhe ai lacci emostatici. Ma per fortuna le biciclette non devono fermarsi: superando la zona critica, all'incrocio tra via Pianezza e corso Svizzera, ci si addentra nella boscaglia. E qui i problemi sono altri.

pista ciclabile baden-powell (2)Il parapetto in legno che costeggia la Dora in più punti è totalmente distrutto: in condizioni peggiori non potrebbe essere. Finire fuori pista può essere facile, e chiedere soccorsi diventerebbe un'impresa: isolata, poco frequentata e occultata dalla vegetazione, la pista è un luogo dove in pochi si avventurano. I chiodi sporgenti dalle staccionate rotte sono poi un pericolo ancora più reale, perché sbatterci contro per un ciclista non è così difficile.

pista ciclabile baden-powell (3)Dulcis in fundo, gli alberi: in alcuni casi sono caduti, e le loro radici o i rami ostacolano ancora il passaggio delle bici. Insomma, arrivare al fondo della pista, quasi in prossimità del parco Dora è una vera impresa. Comprensibile che in molti preferiscano evitarla: anche perché, a dirla tutta, non è collegata con le altre tratte. Insomma, oltre ad essere pericolosa, è anche irraggiungibile per un ciclista.

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