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Studente già imprenditore, ma in modo illegale: la scuola lo sospende

Il caso all'Itis Pininfarina di Moncalieri. Il ragazzo, 17 anni, è stato bocciato l'anno scorso "ma soltanto perché non studiava per dedicarsi alla sua attività"

immagine di repertorio

Aveva inventato un ingegnoso e redditizio sistema per fare affari, in modo illegale, all'interno della scuola superiore che frequenta, l'istituto tecnico Pininfarina di Moncalieri, ma è stato scoperto e sospeso. Visto che non studiava preferendosi dedicare alla sua attività imprenditoriale a giugno è stato anche bocciato. Ma questo non lo ha scoraggiato, anzi.

Il business che aveva scelto un ragazzo 17enne che lo scorso anno frequentava una terza era quello di snack, merendine e bibite che smerciava durante l'intervallo a prezzo calmierato rispetto ai punti vendita ufficiali. Si approvigionava acquistando i prodotti in supermercati della zona, in modo da massimizzare il profitto, da vero imprenditore. Purtroppo per lui, si tratta di un commercio del tutto in nero e quindi i suoi insegnanti, quando lo hanno scoperto, hanno segnalato l'accaduto alla presidenza dell'istituto che lo ha sospeso per una decina di giorni.

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Il giovane è anche stato bocciato. "Ma non perché vendesse le merendine - assicura il preside, Stefano Fava -, soltanto perché non studiava abbastanza. Probabilmente era troppo preso dalla sua attività imprenditoriale per passare il tempo sui libri di scuola".

Anno scolastico nuovo, vita vecchia. Dopo il ritorno sui banchi di scuola, lo scorso settembre, l'attività commerciale del ragazzo è ripresa come se nulla fosse accaduto e nei giorni scorsi è stato nuovamente sopreso con gli zaini pieni di generi alimentari. Adesso la sua sorte è al vaglio del consiglio di classe. "Ci riuniremo per verificare come bisogna procedere con un ragazzo che indubbiamente ha un talento, perché il commercio che l'ha nel sangue. La scuola non è mai punitiva, deve essere educativa. Bisogna fare in modo che il talento del ragazzo possa diventare anche il talento della sua vita. Magari il piccolo commerciante illegale di oggi può essere il grande commerciante legale di domani", dichiara Fava. "Però - aggiunge - bisogna anche insegnargli che bisogna rispettare le regole e le leggi, che ci possono essere problemi di generi alimentari. In un sistema di 1.700 persone, come è la nostra scuola, che col personale fanno anche 1.900, dobbiamo stare attenti che gli alimenti che vengono consumati siano salubri perché altrimenti sarebbe un disastro. E quelli portati a scuola dal ragazzo potrebbero non rispettare tutti i requisiti richiesti".

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