Cronaca Falchera / Via Stefano Tempia

Giallo a Falchera: 39enne trovato morto nel bagagliaio, è caccia al killer

Pietro Tevere, questo il nome della vittima, è stato ritrovato nel pomeriggio di ieri nel bagagliaio della sua auto in un parcheggio di via Tempia. Si cerca di scavare nel suo passato per risalire ai suoi assassini

Riposto nel bagagliaio della sua auto, in via Tempia. Così è stato ritrovato Pietro Tevere, 39enne scomparso nella giornata dell'Epifania e rinvenuto ieri cadavere in una Fiat Stilo. I familiari avevano presentato denuncia nella mattinata di ieri e avevano chiamato il cellulare del congiunto in modo che i carabinieri individuassero la cella da cui proveniva il segnale. Una volta giunti nelle vicinanze, il telefono è stato fatto ancora squillare fino a udire il rumore che proveniva dal bagagliaio della vettura, posteggiata in un parcheggio del quartiere Falchera.

Secondo i primi accertamenti dei carabinieri, Tevere sarebbe stato ucciso altrove e poi il suo corpo sarebbe stato caricato nel vano bagagli della sua Fiat Stilo trovata parcheggiata in uno spiazzo molto frequentato, nel popolare quartiere Falchera, non lontano dalla sua abitazione.

CHI E' PIETRO TEVERE - Tevere era salito agli onori delle cronache due anni fa per avere convinto con l'inganno un anziano bancario in pensione a consegnargli 450.000 euro, che aveva reinvestito nell'acquisto di una casa. L'uomo, 39 anni, al tempo era portinaio di uno stabile di Torino e ultimamente si arrangiava cambiando spesso impiego.

LA SCOMPARSA - Sua moglie, non vedendolo rincasare, si è recata dai carabinieri. Insieme hanno chiamato Tevere sul suo telefono cellulare riuscendo così a risalire alla cella della zona in cui si trovava l'apparecchio. Continuando a chiamare, i parenti hanno rintracciato la Fiat Stilo e scoperto che il suono del cellulare proveniva dal bagagliaio. Hanno così frantumato il vetro di un finestrino della vettura, ma senza riuscire ad aprirlo rendendo così necessario l'intervento dei vigili del fuoco. L'uomo è stato trovato morto, e con il capo insanguinato.

IL CORPO E LA FERITA - Sul corpo dell'uomo è presente una ferita, ritenuta in un primo tempo derivante da un colpo di arma da fuoco, è invece di non facile decifrazione in quanto, secondo il medico legale Roberto Testi, compatibile sia con un colpo contundente sia con un proiettile. Se ne saprà di più domani quando sarà effettuata l'autopsia disposta dal pubblico ministero Paolo Cappelli, che coordina le indagini. Per ora gli investigatori, che hanno sentito a lungo tutti i familiari della vittima, ipotizzano che si sia trattato di un regolamento di conti nell'ambito della piccola criminalità torinese.

LE INDAGINI - I carabinieri hanno interrogato conoscenti della vittima e acquisito i filmati degli impianti di sorveglianza della zona per capire gli ultimi movimenti della Fiat Stilo in cui è stato trovato il cadavere. In particolare per capire quando l'auto ha raggiunto il parcheggio, non distante dalla casa dell'uomo, e chi c'era al volante. Nel telefonino di Tevere sono stati trovati anche alcuni numeri di persone che, come lui, hanno precedenti penali.
 

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