Cronaca San Salvario / Corso Massimo d'Azeglio

Anche a Torino le Pietre d’inciampo per ricordare le vittime del nazismo

Nel week end verranno posizionato 27 monumenti in altrettanti posti diversi della città. Le opere, realizzate dall’artista tedesco Gunter Demnig, ricorderanno le vittime della deportazione nazista e fascista

Anche Torino ricorderà le vittime della deportazione nazista e fascista con la posa delle Pietre d’inciampo (le “Stolpersteine”), un simbolo molto forte, alla pari di un monumento, realizzato dall’artista tedesco Gunter Demnig, che accomuna 1.100 località di 16 paesi europei. In città ne verranno posate 27, tutte tra sabato 10 e domenica 11 gennaio.

Ogni pietra rappresenta un marcatore del territorio: da un lato indica la conservazione, dall’altra la restituzione della memoria storica. L’artista, a ogni pietra, associa una piccola targhetta in ottone che, successivamente, è incastonata nel selciato davanti all’ultima abitazione scelta liberamente dalla vittima. Ognuna di queste targhe riporta la scritta “Qui abitava…”, il nome della vittima, data e luogo di nascita e di morte o scomparsa.

Le Pietre d’inciampo in Italia sono già presenti a Roma, Livorno, Prato, Ravenna, Brescia, Genova, L’Aquila e Bolzano e ora anche Torino, dove Gunter Deming installerà la sua cinquantamillesima pietra, dedicata a Eleonora Levi, donna arrestata dai tedeschi nella clinica "Sanatrix" dove era ricoverata, poi deportata ad Auschwitz: il tutto avverrà in corso Massimo D’Azeglio 12, indirizzo della sua ultima abitazione, alla presenza del sindaco Piero Fassino, del vicepresidente del Consiglio regionale Nino Boeti, del Rabbino della Comunità Ebraica di Torino Ariel Di Porto e del vicepresidente dell’Aned Lucio Monaco.

Altre pietre verranno installate e dedicate alla memoria di Lucio Pernaci, operaio partigiano nelle SAP torinesi, arrestato in seguito agli scioperi del marzo del 1944 e deportato a Mauthausen per motivi politici, di Alfonso Ogliaro, arrestato in seguito a un’intensa attività politica clandestina e deportato a Mauthausen insieme al compagno Filippo Acciarini, di Teresio Fasciolo, richiesta dalla scuola Amedeo Avogadro di Torino, che ha voluto dedicare la pietra a un ex studente della scuola.

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