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Grasso: "Per realizzare il Tav si poteva arrivare a una soluzione diversa"

"Oggi non si può più ritenere di realizzare una grande opera infrastrutturale, senza prima valutarne insieme a tutte le componenti interessate l'impatto ambientale e sociale", ha spiegato il presidente del Senato

"Oggi non si può più ritenere di realizzare una grande opera infrastrutturale, frutto di applicazione scientifico-tecnologica, senza prima valutarne insieme a tutte le componenti interessate l'impatto ambientale e sociale, anche per evitare situazioni di conflitto, a volte lungo anni, con ripercussioni sotto il profilo dell'ordine pubblico”. Così si è espresso il presidente del Senato Piero Grasso, nel corso di una lectio magistralis che si è svolta ad Erice, all'International seminars on planetary emergencies.

Durante il seminario, che dedica la propria 46esima edizione al ruolo della scienza nel Terzo Millennio, il presidente Grasso ha affermato che per le grandi opere, come la Tav, il gasdotto Tap o il Muos, era forse possibile scegliere un’altra strada, che tenesse conto di un diverso approccio, con la valutazione dell’impatto sociale ed ambientale dell’opera. “In Italia – ha specificato Grasso – gli esempi della Tav, della Tap e del Muos in questo sono emblematici", che ha poi ricordato come qualsiasi “applicazione tecnologica deve quindi essere preventivamente affiancata da valutazioni di ordine politico, economico, culturale e sociale”.

Il presidente della Regione Piemonte Roberto Cota ha commentato su Facebook: "Sappiamo tutti che da noi quando si parlava di opere pubbliche non c'è mai stata l'abitudine a spiegare bene il perchè si facevano. A questo proposito, segnalo come Presidente della Regione di essermi già attivato per coinvolgere da subito i sindaci e le popolazioni interessate al terzo valico. Detto questo, sulla Tav, meno si parla per fare dibattito e meglio è. Il tracciato è stato rivisto, l'Osservatorio ha fatto migliaia di riunioni. Adesso basta! L'opera va fatta nei tempi più brevi possibili''.

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