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Picchiato perché non fa il Ramadan: a calci e pugni in corso Giulio Cesare

Ha denunciato di essere stato aggredito con catene, pugni e calci nel quartiere Porta Palazzo. Il tutto, ha raccontato alla Polizia, solo per non essersi sottomettesso al profeta Maometto e non praticare il Ramadan

Il capo della comunità cristiano copta e dell'associazione "Io amo l'Italia" di Torino ha sporto una denuncia per essere stato insultato e picchiato nel quartiere di Porta Palazzo. Per i musulmani questo è tempo di Ramadan. Sherif Azer, che è un egiziano residente da diverso tempo in Italia, non lo pratica essendo lui cattolico. Ma questo non va bene secondo i suoi aggressori.

"Mi hanno prima detto di andare a fare il Ramadan - racconta Sherif Azer riferendosi ad un gruppo composto da persone marocchine, egiziane e africane - e quando ho risposto che sono cattolico sono andati a chiamare altri amici loro e mi hanno insultato e colpito". Scene di violenza pura che traspaiono dalle parole della vittima. Calci, pugni ma non solo: Sherif Azer è stato infatti colpito anche con una catena. Mentre lo picchiavano quegli uomini gli hanno anche urlato di sottomettersi al profeta Maometto.

Dopo i terribili momenti Sherif è stato soccorso e trasportato all'ospedale San Giovanni Bosco dove gli sono state riscontrate contusioni. Dopo essere stato dimesso si è recato in Questura per raccontare tutto.

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