Domenica, 1 Agosto 2021
Cronaca Centro / Piazza Cavour

Petizione per i Giardini Cavour: "I nostri cani liberi senza guinzaglio"

La richiesta è stata presentata in Comune di Torino. La libertà per un cane è importante e in oltre 400 persone l'hanno ufficialmente chiesta per i loro animali, seppur per qualche ora al giorno

I padroni con i cani nel giardino (foto Comune di Torino)

Fasce orarie per lasciare liberi i cani di circolare senza guinzaglio. E' quanto chiedono gli oltre 400 firmatari della petizione consegnata oggi in Comune relativamente ai Giardini Cavour e all'Aiuola Balbo, affinché sia possibile per i loro animali a quattro zampe aggirarsi nei giardini senza alcuna recinzione e senza essere "legati" al proprio padrone.

Coloro che hanno firmato la petizione evidenziano come in quelle aree non ci siano mai stati problemi legati al cattivo comportamento dei cani o segnalazioni di persone morse, quindi non sarebbe un problema. Quello che chiedono esplicitamente è che vengano istituite delle fasce orarie in cui gli animali siano liberi di correre, esplorare e socializzare, senza che siano tirati per il guinzaglio.

"Chiediamo che i nostri cani siano liberi dal guinzaglio per qualche ora al giorno - dice il primo firmatario Valentino Crovara Pesce -. Abbiamo fatto una petizione per permettere che gli animali siano liberi di sgambare sotto l'attento occhio del proprietario. Poter correre senza restrizioni permette al cane di vivere meglio e abbiamo scelto quell'area perché è lì che viviamo ed è quella che frequentiamo". Una maggiore frequenza darebbe più vita anche a giardini recentemente passati agli onori della cronaca per colpa di diversi arresti per spaccio in pieno giorno.

Infine c'è una richiesta, oltre le fasce orarie delle passeggiate senza guinzaglio, e c'entra con una possibile area cani, al momento assente. I firmatari della petizione sono contrari perché un recinto costituisce un territorio delimitato e innescherebbe rituali di territorialità, tipici della specie, negli animali che la frequentano con più assiduità e che non accetterebbero di buon grado di condividere il territorio con nuovi arrivati o utenti occasionali, aumentando in modo esponenziale il rischio di risse fra i cani stessi e, alle volte, anche fra i proprietari.

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