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Aule inagibili da più di un anno e nel quartiere parte la petizione di protesta

Gli insegnanti e i genitori di una scuola media di via Balla hanno avviato una raccolta firme per chiedere la messa in sicurezza del plesso scolastico

Lo stato in cui versano le nostre scuole continua a far discutere. Ultimo in ordine di tempo è il caso della scuola media “Alvaro” di via Balla, quartiere Mirafiori Nord, dove alcune aule risultano inagibili da più di un anno a causa del rischio di cedimento delle pareti. I locali, dunque, sarebbero da ristrutturare o da mettere al più presto in sicurezza. Per evitare possibili problemi in futuro. Una situazione che ha finito per creare un po’ di allarmismo tra i genitori e gli insegnanti dell’istituto che hanno deciso, in primis, di scrivere una lunga lettera al sindaco e di raccogliere centinaia di firme in segno di protesta.

Il servizio, per scelta dell’istituto stesso, è stato spostato in altre aule del complesso scolastico. Per l’esattezza all'interno dei laboratori. Ma nonostante la pausa estiva ora qualcuno vuole vederci chiaro. La decisione - come è facile immaginare - rischia di creare caos nell'organizzazione scolastica. E i più preoccupati sono soprattutto i genitori che ogni mattina portano i bambini a studiare nel complesso di via Balla. “Le istituzioni scolastiche hanno l’obbligo di rassicurare sia noi genitori sia i bambini sulla sicurezza di quei locali” ha dichiarato una mamma del quartiere.

A protestare nelle sedi opportune ci sarà anche il comitato spontaneo “Torino 2”, arrivo sul territorio della circoscrizione Due. “A quanto pare nonostante gli episodi accaduti negli ultimi anni siamo sempre da punto a capo – lamenta il presidente Vincenzo Aurea -. Quanto bisognerà ancora aspettare per risolvere la situazione? Per questi motivi anche noi parteciperemo in massa alla raccolta firme”.

Il caso della scuola media verrà denunciato con forza anche in consiglio di circoscrizione. “Le tragedie dovrebbero servire a farci riflettere – accusa il capogruppo di FdI-An alla Due Vincenzo Macrì -. Siamo molto dispiaciuti per quello che sta succedendo. Io per primo provvederò ad interpellare non solo i nostri uffici ma anche il Comune di Torino. I ragazzi hanno il diritto di tornare a studiare nelle loro aule e non altrove”.

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