Acquista crack pagandola con prestazioni sessuali, viene punita brutalmente dal fidanzato-aguzzino

Brutali pestaggi, sfregi e violenze

immagine di repertorio

Costretta a subire brutali violenze sessuali, picchiata brutalmente, ferita a un labbro con un coltello e legata mani e piedi con un guinzaglio del cane per avere acquistato crack da spacciatori nigeriani pagandolo con una prestazione sessuale.

E' un quadro di estremo degrado quello di una vicenda finita a processo ieri, martedì 11 dicembre 2018, in tribunale a Torino, davanti al giudice Silvia Bersano Begey.

L'imputato è un 40enne italiano che aveva costretto la sua vittima, per punirla, in un albergo a ore nel quartiere Barriera di Milano. La ragazza ha meno della metà dei suoi anni ed è una tossicodipendente slovacca, finita in ospedale con numerose fratture per le botte che ha dovuto subire quando è stata punita dal suo aguzzino. L'episodio risale al 2016.

Le indagini sono state coordinate dal pm Marco Sanini, che ora sostiene l'accusa nel processo. L'imputato, che nega ogni addebito, è difeso dagli avvocati Wilmer Perga e Diogene Franzoso.

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