Cronaca Centro / Piazza San Carlo

Perché piazza San Carlo si chiama così? La risposta è nella Sindone

È una delle piazze più importanti e antiche di Torino, ma in pochi sanno che il suo nome è legato alla storia torinese della Sacra Sindone...

Piazza San Carlo è uno dei luoghi più noti di Torino, sia tra chi vive in città sia tra i sempre più numerosi turisti provenienti da tutto il mondo. Dal Caval 'd brôns ai portici con i caffè storici e il toro portafortuna, non c'è centimetro della piazza che non sia stato osservato e fotografato, riconosciuto e amato. Eppure c'è qualcosa che molti non sanno di questa piazza: l'origine del suo nome, dietro cui c'è una storia molto importante per la nostra città, quella della Sacra Sindone.

I SAVOIA ARRIVANO A TORINO - Era il 1578: da quindici anni Emanuele Filiberto di Savoia detto Testa 'd Fer ha trasferito la capitale del Ducato di Savoia da Chambery a Torino. Tutta la corte si è ormai spostata nella nostra città, ma manca ancora un simbolo molto importante del prestigio sabaudo: la Sacra Sindone, che i duchi di Savoia hanno acquistato nel 1453 da Margherita di Charny. Nel dicembre 1532 ci fu poi l'incendio nella cappella di Chambery, che rischiò di bruciare per sempre la santa reliquia più venerata al mondo. Tre anni dopo il duca Carlo III (ma non è a lui che è intitolata la piazza) entra in guerra con i francesi, portando con sé la Sindone che negli anni passa per Nizza, Vercelli e anche Torino, prima di tornare a Chambery nel 1560 per decisione di Emanuele Filiberto.

IL PRIMO ILLUSTRE PELLEGRINO - Nel trasloco verso la nostra città, il Testa di Ferro vuole quindi portarsi anche la Sindone: l'occasione gli si presenta appunto nel 1578. Dopo un'epidemia di peste durata anni, l'arcivescovo di Milano vuole sciogliere il voto fatto durante il contagio e recarsi a piedi in pellegrinaggio verso la Sindone. Emanuele Filiberto decide quindi di abbreviare il viaggio dell'arcivescovo milanese, facendo portare la Sindone a Torino e accorciando il pellegrinaggio a “soli” cinque giorni di cammino. L'arcivescovo di Milano era Carlo Borromeo, divenuto santo per la canonizzazione decisa da Paolo V nel 1610, 26 anni dopo la sua morte avvenuta nel 1584.

Dopo il pellegrinaggio di San Carlo, la Sindone non è più tornata a Chambery, divenendo uno dei simboli più prestigiosi del patrimonio di Torino.

LA PIAZZA DEL 1638 - Piazza San Carlo, all'epoca fuori dalle mura cittadine, era ben diversa da come appare oggi: nel 1618 fu intitolata a Carlo Borromeo, e nel 1619 furono iniziati i lavori della chiesa di San Carlo (la “gemella” di Santa Cristina), mentre la piazza nel suo aspetto giunto fino a noi fu progettata da un altro omonimo, Carlo di Castellamonte. La nuova piazza San Carlo fu quindi inaugurata nel 1638, e madama Cristina (poi seppellita nella chiesa gemella) ordinò la costruzione dei portici monumentali, decorati da trofei militari da Carlo Emanuele III.

IL CAVALLO DI BRONZO - Due secoli dopo, nel 1838, quella piazza – che era stata usata anche come piazza d'armi per l'esercito sabaudo e che durante l'occupazione napoleonica era stata chiamata place Napoléon – fu il luogo prescelto da Carlo Alberto (ancora un omonimo) per collocarvi il monumento equestre intitolato a Emanuele Filiberto: l'autore fu Carlo Marochetti e l'inaugurazione avvenne il 4 novembre, ovviamente il giorno di San Carlo.

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