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Il caso Thyssen non ha fine: uno dei top manager condannati fa ricorso e la Corte tedesca sospende la pena

L'ira dei famigliari: "Andremo in Germania"

Un altro colpo di scena sul caso ThyssenKrupp. E' stata temporaneamente sospesa infatti la pena di uno dei due manager tedeschin appena condannati per il rogo del 2007 in cui, nello stabilimento torinese persero la vita 7 operai. A presentare il ricorso Herald Espenhahn, condannato con il collega Gerald Priegnitz a cinque anni di carcere per omicidio e incendio colposo. Il top manager si è presentato in carcere dopo la condanna di qualche giorno fa, ma sarebbe uscito già il giorno seguente.

La Corte costituzionale federale tedesca infatti - il più alto organo di giudizio previsto dalla legge in Germania - ha deciso che valuterà il ricorso: fino alla decisione definitiva, la pena potrà essere sospesa fino a un massimo di sei mesi. Nel suo ricorso, Espenhahn lamenta la violazione del "principio del giusto processo e del diritto al contraddittorio": in Italia, nel corso del processo, non sarebbe stato tradotta in tedesco una parte della documentazione.

Immediata è stata la reazione dei famigliari degli operai morti, intenzionati ora ad andare fino in Germania per tentare di sbloccare una situazione che va avanti da troppo tempo e che richiederebbe, a questo punto, un certo tipo di finale:  "E' un'offesa ai nostri figli e per l'Italia. Vogliamo che il governo e il sindaco di Torino ci accompagnino in Germania. E' una barzelletta: ogni volta dicono che è l'ultimo ricorso e invece..."

Intanto il premier Giuseppe Conte, a margine dell'incontro bilaterale con Angela Merkel in Germania, ha consegnata alla cancelliera la lettera delle famiglie delle vittime del disastro Thyssen, mantenendo la promessa fatta loro al colloquio a Palazzo Chigi, il 26 giugno scorso, cui fu presente anche la sindaca di Torino, Chiara Appendino.  

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