Protesta del borgo, in 680 firmano per salvare via Frejus

I residenti e i commercianti del quartiere San Paolo si sono presentati in Comune per presentare la loro petizione contro la possibile pedonalizzazione della via

Ancora un no alla pedonalizzazione di via Frejus. Un no accompagnato, questa volta, da 680 firme. I residenti e i commercianti del borgo San Paolo hanno presentato in Comune di Torino la loro petizione contro la possibile trasformazione di via Frejus. Avvalendosi del diritto di tribuna una delegazione di esercenti ha spiegato tutti i motivi che hanno portato il quartiere a ribellarsi al progetto della Città. L’ipotetica riqualificazione – al momento c’è più di un dubbio sul progetto – riguarderebbe il tratto di via compreso tra corso Racconigi e via Capriolo.

I primi firmatari hanno presentato le loro istanze su quello che sarà il futuro dell’area. A cominciare dalla possibile chiusura della strada alle auto, il primo grande problema per un commercio già messo a dura prova dalla crisi finanziaria. Un eventuale blocco delle auto lungo la via porterebbe un decongestionamento del traffico lungo i corsi Vittorio Emanuele II, Ferrucci, Trapani e Peschiera. In aggiunta verrebbero a mancare i parcheggi per tutte quelle persone che usufruiscono dell’area mercatale nel vicino corso Racconigi.

Ma la zona, densamente abitata, necessita di posti auto anche per i residenti, sia di giorno sia di sera. “L’amministrazione non può prendere in considerazione via Frejus – ha dichiarato Marco Strocco, uno dei primi firmatari -. Siamo stritolati dalla crisi e una pedonalizzazione non ci aiuterebbe, al contrario ci penalizzerebbe”.

Nella petizione anche un appello per non cancellare la linea 68 del Gtt da via Frejus. In favore dei residenti anche la consigliera comunale Federica Scanderebech. “Bisogna ascoltare i residenti e i negozianti. E al momento nessuno sembra favorevole al progetto” ha concluso Scanderebech. Dello stesso avviso anche il presidente della circoscrizione Tre Daniele Valle. “Prima di tutto la Città deve pensare ad una soluzione per l’area di via Di Nanni”

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