Cronaca piazza Castello

Piazza Castello perde i pezzi: la pavimentazione è ormai una groviera

La piazza-simbolo di Torino, riqualificata solo una dozzina di anni fa, è tutta da rifare: la pavimentazione è semidistrutta, e i lavori in corso sono eterni.

Piazza Castello sta perdendo i pezzi. Il lastricato della piazza più importante di Torino è infatti ridotto ad una specie groviera: le eleganti lose collocate dopo la riqualificazione del 2000 nel giro di una decade necessitano già di una seria manutenzione. Rovinate, spezzate, talvolta completamente in frantumi: e, laddove la manutenzione è già arrivata, ha peggiorato la situazione. Perché al posto del bel basamento in pietra, si è pensato di risolvere il problema con una rapida colata d’asfalto.

Il risultato è che adesso piazza Castello assomiglia a una grande scacchiera, nella quale il grigio della pietra di Luserna si accosta al nero asfalto; un connubio certamente poco dispendioso, ma del tutto inestetico: per avere un quadro d’insieme della situazione basta guardare piazza Castello dai finestroni di palazzo Madama. E lì iniziare a contare quante lose sono sparite, “mangiate” dal catrame.

E passi il periodo di crisi; ma si tratta della piazza-simbolo di Torino, cuore pulsante della città. E sembra incredibile non solo che venga trattata in questo modo, ma che per ogni riparazione (effettuata sempre con la solita colata provvidenziale) si debbano attendere mesi. Come per l’oggetto non meglio identificato che sbuca dalla pavimentazione nei pressi della fermata del tram: cintato da transenne, non viene riparato almeno da questa primavera. Caso analogo per un tombino rotto, all’angolo con via Garibaldi, la cui riparazione è limitata, da tempo, ad un cavalletto bianco e rosso.

I soldi sono pochi, e piazza Castello non è certamente l’unico luogo di Torino che ha bisogno di una decisa rimessa a posto. Ma è nell’attenzione al dettaglio che si dimostra non solo il buon gusto, ma anche il riguardo verso quanti vengono nella nostra città per ammirare le sue opere d’arte. E si tratta, in definitiva, anche di un rispetto verso noi stessi: vivere in una città decorosa e bella appaga sia l’occhio che lo spirito.

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