Cronaca Filadelfia / Via Giordano Bruno

Per evitare la chiusura il Parco di Arte Vivente diventa un parco pubblico

Dopo le polemiche in Circoscrizione, si fa sempre più vicina la possibilità di aprire al pubblico parte del Pav, il museo d'arte contemporanea che da tempo viene visto come una "cattedrale nel deserto"

“Il Pav diventi un parco pubblico”. Per salvare il Parco di Arte Vivente, il museo d’arte contemporanea di via Giordano Bruno, la proposta sembra ormai quella di trasformarlo, almeno in parte, in un’area pubblica. La polemica sul Pav si è infatti riaccesa in questi giorni in Circoscrizione Nove, dove il parco-museo è stato oggetto di due consigli, una commissione e di un sopralluogo da parte dei consiglieri. Il tutto per cercare di capire meglio come funzioni, e per scongiurare provvedimenti drastici verso una struttura che la Circoscrizione considera comunque come un elemento di pregio: la proposta del consigliere Paolo Giaccardi di chiudere il museo è infatti stata bocciata.

Giaccardi aveva riportato in consiglio le cifre decisamente sostenute che vengono investite nel Pav: “Oltre 770mila euro l’anno, in un momento di crisi. Il tutto, a fronte di incassi che oscillano tra  gli 11mila e i 16mila euro”. Insomma, troppo poco.

“Pur apprezzando gli sforzi culturali ed ambientalisti profusi dai gestori del Parco - precisa il Vice Presidente della Circoscrizione Nove, Massimiliano Miano – lo stesso non riesce a colpire la sensibilità collettiva e quindi più volte scambiato per una cattedrale nel deserto, anziché un luogo di cultura e relax. Nella zona compresa tra corso Bramante, via Giordano Bruno e corso Sebastopoli, risiedono migliaia di famiglie con anziani e bambini i cui spazi di svago all’aria aperta (Uffreduzzi, Erasmo da Rotterdam e Tunisi), non sono sufficienti a soddisfare le richieste dell’utenza, soprattutto quella minorile. Ci piacerebbe pertanto immaginare la nuova area attrezzata del Pav come un’area verde da percorrere a “piedi scalzi”, con la tranquillità di chi da anni cura, per via della sua connotazione artistico - museale i 23.000 mq di polmone verde”.

“Partendo da queste riflessioni – sostiene il Coordinatore al verde pubblico – Rosario Borello, si profila l’idea di un tavolo di lavoro congiunto tra Circoscrizione, Pav e Città di Torino, la quale ha già dato una disponibilità di massima, per individuare all’interno dell’area Pav una porzione di territorio da adibire ad Area Giochi, le modalità di apertura e di fruizione della stessa, anche in un’azione di progettazione partecipata, tra le famiglie e i canali istituzionali del territorio”.

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