Cronaca

Intascava i soldi delle imprese fallite, cancelliere del tribunale patteggia tre anni e mezzo

Valerio Buonomo, 43 anni, ha risarcito il danno di 31.400 euro che aveva provocato. Era accusato anche di assenze ingiustificate al lavoro

L'ingresso del vecchio tribunale di Pinerolo

Valerio Buonomo, assistente giudiziario 43enne che aveva lavorato nell'ufficio esecuzioni immobiliari del tribunale di Pinerolo, dove risiede, e poi era stato trasferito trasferito in quello di Torino, ha patteggiato una condanna a tre anni e mezzo per peculato, falso ideologico in atto pubblico, falso per soppressione di fascicoli, simulazione di crediti e truffa.

L'accordo tra le parti, il pm Mario Bendoni che ha coordinato l'inchiesta che lo aveva portato in carcere lo scorso 17 maggio (tuttora è ai domiciliari) e gli avvocati Giampaolo Zancan e Andrea Cianci, è stato recepito dal gup Loretta Bianco dopo che l'imputato ha risarcito il danno alle casse pubbliche, quantificato in 31.400 euro sottratti in 65 episodi nell'arco di quattro anni (2009-13).

Dall'inchiesta era emerso che Buonomo prendeva i libretti di risparmio dall’armadio del suo ufficio, andava in banca con un atto falsificato e ritirava i soldi che erano depositati. Si trattava di denaro rimasto sul conto di imprenditori e commercianti costretti a portare i libri contabili in tribunale perché falliti. La documentazione veniva poi distrutta.

Una volta arrivato a Torino, in due occasioni, a febbraio e a marzo di quest’anno, aveva presentato due certificati medici fasulli per "sindrome parainfluenzale" e "gonalgia destra" allo scopo di non presentarsi al lavoro. Gli erano stati contestati sei giorni di assenza ingiustificata.

Dopo lo scoppio dello scandalo Buonuomo si è dimesso volontariamente dall'incarico.

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