Cronaca

Il freddo non ferma i merenderos: cronaca della Pasquetta nei parchi torinesi

Anche se in misura minore rispetto agli altri anni, nemmeno il clima rigido ferma gli irriducibili del barbecue. Da Mirafiori Sud alla Colletta, però, dopo la grigliata sono rimasti mucchi di rifiuti

Nuvole e pioggia: Pasquetta non poteva trascorrere in modo peggiore. Il clima invernale ha obbligato centinaia di persone a rimanere in casa, rinunciando alla tradizionale grigliata del Lunedì dell’Angelo. I parchi di Torino, infatti, erano pressoché deserti.

La Pellerina, tradizionalmente il parco più “gettonato” dai gitanti, assomigliava ad un deserto. I pochi temerari che hanno deciso di pranzare nell’ansa della Dora hanno dovuto coprirsi bene per il freddo; e i fortunati, con questo clima, erano quelli che si sono portati il necessario per il barbecue. Stesso scenario a Mirafiori Sud: il parco Piemonte era anch’esso deserto, e i pochi che si erano avventurati sulle rive del Sangone sono rimasti delusi dalla giornata umida. Scenario un po’ diverso alla Colletta: qui, gli irriducibili della braciolata hanno potuto usufruire dell’area attrezzata, e l’aria del parco odorava di braciole e di verdure alla griglia. Qui, i bambini si sono potuti divertire grazie alla presenza dei pastori con le pecore, lasciate pascolare a pochi metri dai tavoli dei gitanti.

Nel menù sempre le stesse pietanze: bistecche, costine, salsicce e verdure grigliate. "Veniamo al parco tutti gli anni - confermava una famiglia di peruviani alla Colletta - perché il posto è tranquillo e possiamo divertirci nel prato. Il nostro menù è sempre lo stesso: anche con la crisi, non abbiamo riunciato alla braciolata". Alla Pellerina confermava un'altra famiglia di peruviani: "Sì, abbiamo comprato sempre le stesse cose. Per una volta, facciamo festa. Al limite, abbiamo ridotto un po' la qualità".

Il vero problema, però, è rappresentato, come ogni anno, dai rifiuti. Sia a Mirafiori che alla Pellerina e alla Colletta i “merenderos” hanno lasciato un brutto ricordo del loro passaggio. I cestini della spazzatura straboccavano di piatti di plastica, tovaglioli e resti di cibo, quando andava bene; nei casi peggiori, però, la spazzatura è rimasta sparpagliata per i parchi, denotando una carenza di senso civico, educazione e riguardo verso l’ambiente. Bottiglie, avanzi del pranzo e lattine, però, lordavano i prati ancora prima della grigliata di Pasquetta: in molti avevano infatti già preso d’assaldo i parchi cittadini già la domenica, approfittando del bel tempo, nei casi migliori lasciando i sacchetti neri appoggiati al tronco delle piante. E in molti, dunque, a Pasquetta hanno dovuto mangiare a pochi metri dalla spazzatura lasciata dai loro predecessori incivili.

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