Parco Orsiera Rocciavrè, azzerati i fondi regionali

Per il secondo anno di fila zero euro in favore delle iniziative di promozione e valorizzazione dell'Orsiera Rocciavrè. Mauro Deidier, presidente del Parco: "Non possiamo condividere un taglio totale"

E’ arrivato nelle mani della Giunta Regionale l’appello sottoscritto all’unanimità nei giorni scorsi dai sindaci dei Comuni toccati dal Parco Orsiera Rocciavrè e dal direttivo dell’ente stesso. Principale destinatario del documento l’assessore ai Parchi, William Casoni. Motivo del contendere, l’azzeramento dei fondi regionali destinati al territorio protetto dell’alta Val Chisone per il secondo anno consecutivo.

Come accaduto dodici mesi fa, infatti, anche per il 2011 la Regione Piemonte ha stanziato in favore del Parco unicamente la somma destinata alle spese correnti ed agli stipendi, per altro decurtata del 20% e pari a circa 190mila euro. Nulla, dunque, è previsto da Torino per la gestione operativa dello storico Parco Orsiera Rocciavrè, che proprio quest’anno festeggerà i trent’anni dalla sua nascita. I finanziamenti concessi all’ente erano stati di 125mila euro nel 2007, 157mila euro nel 2008 e 170mila euro nel 2009. A causa di quello che doveva essere l’imminente accorpamento della gestione di più parchi, invece, nel 2010 la Regione aveva deliberato di attendere un bilancio unificato prima di stabilire la cifra da concedere alla neonata società.

L’accorpamento dei Parchi è però slittato di mese in mese e dalla Giunta Regionale è così stato stabilito di concedere per il secondo anno di fila zero euro in favore delle iniziative di promozione e valorizzazione dell’Orsiera Rocciavrè. “Comprendiamo una diminuzione delle risorse a disposizione degli enti pubblici a causa della crisi economica e siamo disposti ad accettare anche una consistente riduzione dei finanziamenti – le parole di Mauro Deidier, presidente del Parco –, ma non possiamo condividere un taglio totale destinato a precludere qualsiasi iniziativa”.

Se nel 2010, infatti, il direttivo dell’ente aveva potuto comunque organizzare eventi sul territorio attingendo ai fondi dell’anno precedente, quest’anno la medesima strategia risulta ovviamente impraticabile. A danno delle oltre 30 iniziative annuali promosse a sostegno degli alpeggi, degli allevatori e del turismo, oltre che alla salvaguardia ed alla tutela del territorio.

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