Cronaca Lucento / Via Val della Torre

Parco Dora - Spina 3, tutti i dubbi dei residenti nel quartiere

Dove sorgeva uno dei più grandi poli industriali del nord Italia è nato un enorme parco, che da domani sarà (in parte) accessibile ai cittadini. Ma il Comitato Dora Spina Tre non festeggia ancora: "Non ci hanno coinvolto nel progetto del Parco, restano irrisolte tante questioni"

Un parco dove per decenni ci sono stati capannoni, industrie e distese di cemento. Il Parco Dora, sulla Spina 3, nelle circoscrizioni Quattro e Cinque, torna alla città e ai cittadini. Il parco mantiene vivo il ricordo del passato industriale di questa parte della città, conservando alcune delle strutture preesistenti (vasche, pilastri d’acciaio, ciminiere). E non si tratta di una piccola area: 450mila metri quadri.

Quelle che erano le aree delle industrie Ingest, Vitali e Valdocco sono state trasformate in giardini, parchi, orti, terrazzamenti, viali alberati, location per percorsi artistici. Alcune strutture industriali non sono state abbattute, ma sono state reinventate come location per dare nuova vita a un quartiere che sta diventando simbolo della passaggio di Torino da città industriale a città post-industriale. Ma il parco Dora non è ancora terminato. I lavori, finanziati da Comune e Stato Italiano con una cifra superiore a 50 milioni, termineranno soltanto in autunno. Il progetto vuole integrare  alcuni monumenti al passato industriale, come la torre di raffreddamento della Michelin, la centrale termica delle acciaierie Fiat, con l'ambiente circostante e il fiume Dora: il progetto è stato curato da Peter Latz, colui che creò il parco industriale nel bacino della Ruhr, in Germania.

I residenti di Spina 3, riuniti in un comitato molto attivo, sono fortemente interessati alla qualità del Parco Dora. Non sono stati però coinvolti, affermano, nella progettazione del Parco e nelle scelte di quali strutture dotarlo. Il Comitato di cittadini Dora Spina Tre ha trasmesso al Comune di Torino considerazioni e proposte sul parco, preoccupato per i tempi degli ulteriori lavori, la scarsa presenza di verde, i problemi d’impatto dei lasciti industriali, la necessità di garantire manutenzione e sicurezza. Tutta l'area è stata oggetto negli ultimi anni di un forte intervento di trasformazione, che ha riconvertito le aree industriali in case, spazi commerciali e servizi per i cittadini. Ma i residenti fanno domande al Comune e ai responsabili del progetto Parco Dora. Domande precise, circostanziate, documentate.

TEMPI DEI LAVORI Quando sarà completato l’intero lotto Valdocco? (condizionato dalla stombatura della Dora, dalla phytoremediation e dal cantiere del Passante Ferroviario)

STRUTTURE PER IL GIOCO E LO SVAGO Quali strutture saranno pubbliche ed accessibili, e quali a pagamento e/o in gestione a privati?

STRUTTURE EX INDUSTRIALI Possibili problemi di sicurezza, soprattutto per le vasche presenti in vari punti del parco.

BONIFICHE DELLE ACQUE Come verrà abbattuto l’inquinamento ancora esistente nella falda freatica? (presenza costante, negli ultimi due anni di metalli pesanti, e di cromo esavalente ancora superiore a 4/5 volte i limiti di legge). Quali acque si utilizzano nelle vasche? (del giardino acquatico del lotto Ingest, ad esempio, s’era letto di prelievo da pozzo artesiano).

ACCESSIBILITA’ DEL PARCO Accessibilità del Parco e delle sue strutture (rampe, ascensori, panchine …) anche alle persone a ridotta mobilità e/o in difficoltà motoria e visiva

SICUREZZA Fondamentale un’illuminazione efficace e una presenza diffusa di sistemi di segnalazione delle emergenze.

PISTE CICLABILI Indispensabile il collegamento dei percorsi ciclabili interni al Parco con le ciclopiste urbane, che proprio in Spina 3 sono quasi assenti o non praticabili.

AREE CANI Non sufficienti quelle previste lungo corso Mortara. Necessarie anche negli altri lotti del Parco.

EDIFICI DA DESTINARE Necessario un punto informativo sul Parco e sulla memoria storica del Lavoro e delle fabbriche che erano nella zona. Potrebbe essere locato nell’edificio oggi situato lungo il nuovo percorso di corso Umbria. Da recuperare ad usi civici di quartiere l’edificio ex deposito bici sul tratto abbandonato di corso Umbria.

HORTUS CONCLUSUS DI VIA NOLE Critiche di molti residenti sull’utilità della struttura, in un quartiere che necessita di luoghi pubblici d’aggregazione sociale e culturale.

STOMBATURA DELLA DORA Quali accorgimenti si prenderanno per ridurre al minimo la dispersione di polveri da cantiere che caratterizza la zona da anni?

SPONDE FLUVIALI Modalità per la messa in sicurezza dell’area nel caso di nuove alluvioni.


VIABILITA’ Si è valutata la possibilità d’ingorghi nel tunnel di corso Mortara (ex-gallerie industriali)? Sono previsti adeguati spazi d’intervento e di manovra in caso d’incidenti?

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