Cronaca San Donato / Via Nole

Parco Dora, i residenti non ci stanno: "Poco verde e troppo cemento"

I cittadini non si sono sentiti coinvolti nella progettazione: "Mancano aree per la socialità, la sicurezza è un problema. Non basta inaugurare i parchi, bisogna gestirli giorno dopo giorno"

Una zona di industrie e capannoni trasformata in un moderno parco pieno di aree verdi, nelle periferia nord di Torino. Sembrerebbe una splendida operazione, ma non è tutto oro quel che luccica. Qualche settimana fa abbiamo raccontato l'inaugurazione del Parco Dora, sulla Spina 3, nelle circoscrizioni Quattro e Cinque. Alcune strutture industriali non sono state abbattute, ma sono state reinventate come location per dare nuova vita a un quartiere che sta diventando simbolo della passaggio di Torino da città industriale a città post-industriale.

Ma i residenti della zona, riuniti nel Comitato di cittadini Dora Spina Tre, non si sono sentiti coinvolti nella progettazione del Parco e raccontano una realtà diversa. Si è svolta pochi giorni fa la passeggiata organizzata dal Comitato di cittadini Dora Spina Tre, per raccogliere le opinioni e le proposte dei residenti a poche settimane dall’inaugurazione di alcuni lotti del Parco Dora. La giornata di sole intenso ha fatto risaltare la difficile frequentazione di un Parco con poco verde e troppo cemento che sprigiona calore.

"E’ da rilevare - dicono dal Comitato - innanzitutto la difficoltà di fruizione del Parco da parte delle persone disabili o con difficoltà motorie:  gli ascensori per la passerella erano inagibili e il passaggio tra le varie zone del Parco pericoloso, a causa dei lavori ancora in corso e della mancanza di marciapiedi".

I problemi sono numerosi: "Si presentano inoltre vari problemi di sicurezza, ad esempio in area Ingest l’accesso possibile alle vasche arrugginite e la mancanza di delimitazioni tra l’area verde e la via Nole, e in area Vitali la possibilità di salire lungo le alte scale interne al capannone, le gabbie attorno ai pilastri dove possono finire i palloni, i rivoletti d’acqua a raso senza cordoli".

E' lungo l'elenco di criticità notate
in queste settimane da più persone. In generale mancano o sono carenti: aree riservate ai cani, cestini per i rifiuti, servizi igienici, fontanelle, pulizia delle acque stagnanti. "Mancano aree per la socialità - raccontano - che non siano le rade panchine (spesso in pieno sole), le poche e piccole aree gioco per bambini e i campetti tracciati a terra sotto il capannone di corso Mortara. Sarebbe utile un patio coperto nel prato vicino all’orto concluso". Il Comitato spedirà nei prossimi giorno al Comune una lettera dettagliata coi problemi e le richieste emerse.


C'è amarezza e un po' di delusione
nelle parole di giovani e anziani che si sono riuniti in questo comitato: "Non basta inaugurare i parchi, bisogna gestirli giorno dopo giorno. E’ necessario coinvolgere i residenti, come promesso,  nella definizione delle strutture del Parco, quelle dei lotti già inaugurati e quelle dei lotti ancora da aprire al pubblico, perché il Parco Dora non sia un esercizio creato da pochi a tavolino ma un’area veramente utilizzabile e godibile da tutte le persone".

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