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Pipette per il crack nel parco dell'Arrivore, le famiglie chiedono controlli

Alcuni residenti della zona a spasso nell'area giochi hanno immortalato la bottiglietta usata per fumare. Secondo i cittadini non sarebbe la prima segnalazione

E' costata all'amministrazione 619mila euro ma oggi sembra addirittura in balia dei tossicodipendenti. Dopo i raid vandalici segnalati negli scorsi anni è l’abuso di sostanze stupefacenti a spaventare le famiglie di strada Settimo. Le pipette per i consumatori di crack sono tornate ad essere protagoniste. Un incubo per le mamme e i papà che ogni giorno si recano al parco dell’Arrivore. Dentro l’area giochi in legno e robinia, infatti, un passante ha scovato delle bottigliette appositamente bucate per fumare.

“Queste persone – racconta l’autore della segnalazione - consumano la droga di sera, nascondendosi in una delle capanne che si trovano in prossimità del laghetto”. Le stesse capanne progettate in passato dagli alunni della scuole “Giovanni Cena” e “Martiri del Martinetto” con la supervisione degli architetti del Comune di Torino. E oggi in balia del degrado. Almeno stando a quanto viene raccontato dai cittadini della zona.

Numerose sono anche le denunce dei residenti del quartiere Regio Parco. “Il giardino è posizionato in un punto infelice - chiarisce una donna –. Le mamme, me compresa, non lasciano andare i figli da soli perché hanno paura dei malintenzionati”.  Episodi poco chiari secondo la presidente della circoscrizione Sei Nadia Conticelli. ”In questi anni ne abbiamo viste di cotte e di crude – accusa Conticelli -. Faremo sicuramente un sopralluogo al parco per capire come affrontare la questione. Magari si è trattato solo di un caso ma per sicurezza occorre intervenire”.

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