In collina c'è più fresco: i 5 parchi più belli dove andare

Per godersi qualche ora di relax e allontanarsi dall'afa cittadina. Uno, in particolare, offriva riparo non solo dal caldo...

Quando su Torino cala una cappa di caldo e afa, le soluzioni sono due: o chiudersi in qualche posto con l'aria condizionata o scappare altrove. Spesso, però, non si ha il tempo o la voglia o la possibilità di andare al mare o in montagna (o anche solo in piscina) ogni volta che si desidera e ogni volta che il calore si fa pesante da sopportare. E poi va anche detto che l'eccesso di aria condizionata nelle case, nei negozi e negli uffici della città ha la controindicazione di aumentare ancora di più l'aria calda per le strade.

Per fortuna c'è un rimedio rapido, efficace ed ecosostenibile contro la calura estiva torinese: andare a prendere il fresco in collina. I rilievi collinari occupano circa 30 chilometri quadrati sui 130 totali del territorio comunale, e oltre a costituire l'orizzonte orientale della città sono un rifugio naturale per chi vuole allontanarsi dal traffico e – nei mesi caldi – dalle temperature bollenti delle zone urbane. Ecco quindi i 5 parchi collinari pubblici più belli di Torino consigliati a chi vuole godere di temperature più miti e di un po' di relax:

Parco della Maddalena. Delimitato da strada Comunale da San Vito a Revigliasco, strada Val Salice, strada alla Vetta del Colle della Maddalena, è il più grande parco di Torino, non solo della collina. In totale 892 mila metri quadri, 55 mila in più della Pellerina. A costituirlo, però, sono due parchi: nella parte più in alto (massima altitudine della città) si chiama Parco della Rimembranza (442.000 mq), è stato aperto nel 1925 e dal 1928 ospita la statua della Vittoria Alata. Fu fatta realizzare dal senatore Giovanni Agnelli per celebrare i 10 anni dalla fine della prima guerra mondiale, e all'epoca era la più grande statua interamente in bronzo (18,5 metri e 25 tonnellate di bronzo). La parte più in basso è il Parco delle Repubbliche Partigiane Piemontesi (450.000 mq), frutto di un ampliamento degli anni '70. Per arrivare a questo grande parco con i mezzi pubblici, la linea GTT è il 70.

Parco Europa. Sul punto più alto di Cavoretto (il cui nome in sé già indica la conformazione geografica) si trova questo parco di 99.300 metri quadri. Molto più piccolo di quello della Maddalena (a proposito, da non confondere con l'omonimo colle della Maddalena che è un valico alpino), non ha nulla da invidiare per bellezza e soprattutto per l'aria che si respira sui prati in pendenza o tra le panchine coperte dagli alberi che costituiscono anche uno dei posti più romantici della città. Le prime terrazze risalgono al 1737 per volere del marchese Carlo F.M. d'Ormea, ma poi il re Carlo Emanuele III interruppe i lavori perché non gradiva una fortezza tenere sotto tiro la città. Fu quindi realizzato il parco pubblico nel 1954 e concluso nel 1961. Per arrivarci in pullman la linea è il 47.

Parco di Superga. Per i torinesi e non solo, Superga è sinonimo di tragedia del Grande Torino del 4 maggio 1949. Ma oltre alla basilica e ai luoghi che celebrano la drammatica fine di una delle squadre di calcio più forti di sempre, qui si trovano diverse aree verdi. La più grande è il cosiddetto Parco della Panoramica, 842.000 mq sulla strada dei Colli, con sconfinamento nel comune di Pino Torinese. Il Parco di Superga propriamente detto si estende invece per 410.000 metri quadri, in parte nei comuni di San Mauro e Baldissero. La linea GTT per raggiungere questi due parchi è il 79.

Parco di San Vito. Non è molto grande – “solo” 54.600 metri quadrati – ma è uno dei più tranquilli e isolati. Accessibile dall'omonima strada collinare, è una sorta di terrazza naturale affacciata sulla città, con un sentiero che l'attraversa e un immenso prato su cui prendere il sole o l'ombra, a seconda delle preferenze. Per i mezzi pubblici, si arriva con il 73.

Parco Giacomo Leopardi. Si estende per 68.200 mq, ed è il più facilmente raggiungibile: si trova infatti su corso Moncalieri, vicino al ponte Isabella, e lo si raggiunge con il pullman 66. Ma soprattutto è il parco collinare più importante nella storia della città: sul piazzale antistante l’ingresso del parco reso pubblico dal 1937 e all’interno in corrispondenza del primo tornante, infatti, sono visibili i quattro ingressi murati dei rifugi antiaerei con la sigla P.A.A. (Protezione Anti Aerea). A partire da ogni accesso un corridoio rettilineo penetra nella collina intersecando, a una profondità di circa 30 metri, quattro lunghe gallerie in cemento, a loro volta intersecate da due più corte in modo da formare una griglia ortogonale sotterranea. Il rifugio antiaereo fu costruito durante la seconda guerra mondiale e offriva riparo e protezione a molte centinaia di persone dal “caldo” delle bombe che cadevano sulla città.

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