Venerdì, 17 Settembre 2021
Cronaca

I parchi rischiano di non riuscire più a pagare gli stipendi

Cgil, Cisl e Uil lanciano l'allarme: "Dal primo di gennaio 2012 sono stati lasciati a casa quasi tutti i precari che lavoravano nei parchi e i servizi erogati alle comunità locali sono sempre più a rischio"

 

"La denuncia del Parco delle Alpi Cozie (nato dalla fusione di quattro storici parchi naturali piemontesi, l'Ente parco dei Laghi di Avigliana, Orsiera Rocciavré, Gran Bosco di Salbertrand e Val Troncea) non è isolata. Tutti gli Enti parco del Piemonte lamentano gravi problemi di liquidità e di gestione e sono a rischio a partire dal mese di settembre gli stipendi di 400 dipendenti dei parchi piemontesi."
 
Lo dichiarano Cgil, Cisl e Uil, chiedendo al presidente della Regione Piemonte, Roberto Cota, "di intervenire al più presto per fermare lo scempio che si sta compiendo sul sistema delle Aree protette piemontesi". "Dal primo di gennaio 2012 - sostengono i sindacati - sono stati lasciati a casa quasi tutti i precari che lavoravano nei parchi e i servizi erogati alle comunità locali sono sempre più a rischio. Questo a conferma del fatto che i soldi promessi agli Enti di gestione dall'assessore regionale Casoni non ci sono. I centri di ricerca e di studio sulla Biodiversità, eccellenza dei parchi piemontesi, rischiano la chiusura per le false promesse di 'Casocchio' così come rischia la chiusura definitiva la rivista Piemonte Parchi".
 
(ANSA)
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