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Il racket dei posteggiatori abusivi arriva in via Germagnano

Da alcune settimane il parcheggio a fianco del campo nomadi abusivo è sempre vuoto. A raccontare il caso sono proprio alcune delle vittime che lavorano presso Amiat

Dai lanci di pietre alle intimidazioni si è arrivati alle estorsioni e alle minacce. E come era prevedibile anche alla richiesta dell’obolo per non rigare o danneggiare la macchina. I parcheggiatori abusivi tornano di moda soltanto che questa volta a farne le spese non sono i “soliti” cittadini che si recano a far visita ai propri cari al cimitero bensì gli operatori dell’Amiat che ogni mattina si recano a lavorare in via Germagnano. Da settimane, infatti, lasciare l’auto incustodita nell’area di sosta a fianco del campo nomadi abusivo significa fare i conti con gli abitanti delle baraccopoli, pronti a tutto pur di racimolare qualche euro facile alle spalle dei lavoratori onesti. Una denuncia che arriva proprio dagli stessi operatori che hanno deciso in massa di abbandonare quel parcheggio stregato, un tempo comodo e utilizzato da tutti e oggi abbandonato per non cedere ai ricatti. Le foto scattate dagli stessi operatori mostrano il parcheggio vuoto. Mentre due anni fa la situazione era ben diversa.

“Parcheggiare nei pressi della sede Amiat  senza la speranza di incontrare qualche abusivo è una vera e propria utopia – denuncia una delle vittime che preferisce rimanere nell’anonimato -. Fino a un anno fa non avevamo problemi di questo tipo. Poi qualcosa è cambiato. Sono arrivati degli zingari a minacciarci e alla fine abbiamo deciso di non mettere più la macchina vicino alle loro roulotte”. Per custodire i posti auto i nomadi chiedono in cambio “soltanto” qualche monetina. Una prassi che, volente o nolente, il conducente è costretto a rispettare. Il rischio è quello di tornare qualche ora dopo e trovare il proprio mezzo con qualche riga in più sulla fiancata. O magari con un vetro rotto e un’autoradio in meno.

“Se continua così ci toccherà venire a lavorare qui a piedi - continua un altro operatore -. Chiediamo alle forze dell’ordine di intervenire e di riportare la situazione alla normalità”. Un brutto vizio che a quanto pare non riguarda più soltanto gli ingressi degli ospedali e quelli dei cimiteri. “Sono troppi anni che i lavoratori lanciano denunce – chiosa Enrico Scagliotti della Lega Nord -. Ma le istituzioni continuano a fare orecchie da mercante“.

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