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"Un euro e parcheggi" racket senza sosta al San Giovanni Bosco

Il controllo dei parcheggi dell'ospedale è passato dalle mani dei nomadi a quelle di un gruppetto di italiani di mezza età. Tante le lamentele

Quanto scatta l’ora delle visite loro non mancano mai. Si fanno trovare al posto giusto in attesa della prima macchina, del primo possibile “cliente” da spennare. In piazza Donatori del Sangue il racket degli abusivi non sembra fermarsi mai. Da qualche settimana il controllo del piazzale antistante l’ospedale San Giovanni Bosco è passato ad gruppetto di italiani di mezza età. Pochi individui pronti a tutto pur di spillare qualche centesimo agli automobilisti in visita ai loro cari. Giornale ben arrotolato in mano e dito puntato verso i posti vuoti gli irregolari fanno del loro meglio per portare a casa la paga giornaliera. Per prima cosa cercano di spartirsi accuratamente le zone dove lavorare, in modo da non pestarsi i piedi a vicenda.

I parcheggiatori abusivi, in seguito. aspettano la loro preda al varco, appena l’auto svolta verso l’area di sosta uno dei quattro gli si fa incontro mostrando il posto vacante. L’automobilista che ha appena svoltato ha due scelte, ignorare il dito puntato e cercare un altro posto – verosimilmente presidiato da un altro abusivo – o chinare la testa, mettere la freccia e parcheggiare il veicolo. Con la seconda opzione scatta subito la richiesta. “Un euro per favore. Te la controlliamo noi” una delle classiche frasi pronunciate dagli aguzzini.

Allo sfortunato visitatore tocca mettere mano al portafoglio e regalare qualche moneta per evitare rappresaglie. Così tutta la giornata, esclusa l’ora di pranzo. Sacrosanta persino per coloro che non si fanno problemi a torturare le persone afflitte in visita agli ammalati. A cacciare la banda italiana ci pensano le volanti di passaggio. Ma volta sparita la pattuglia la compagine di abusivi torna prepotentemente a vessare gli automobilisti di turno.

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