Cronaca Condove

Paolo Bosusco: a Condove regna l'ottimismo. Ma c'è anche paura

Dopo la liberazione di Claudio Colangelo, il compagno di viaggio di Paolo Bosusco, a Condove si aspetta con trepidazione la seconda lieta notizia. "Paolo sta bene e ha perso solo qualche chilo", le parole di Colangelo

Sono momenti di forti emozioni a Condove, dove la famiglia di Paolo Bosusco, l'italiano rapito in India, vive attimi di speranza ma anche di paura, dopo che il compagno di viaggio del loro Paolo, Claudio Colangelo, è stato liberato. "Sicuramente le parole di Colangelo ci hanno aperto il cuore - ha detto lo zio Ubaldo, 67 anni, dalla sua casa a San Didero - quando ha detto ai giornalisti che Paolo sta bene, che forse ha perso anche lui qualche chilo. Ma comunque ha detto che è vivo e che le condizioni nelle quali sono stati tenuti in questi giorni non sono state così tremende. Per noi - ha aggiunto lo zio - tutto questo è importante, ma adesso, Dio mio, attendiamo di sentire la sua voce".

Anche l'anziano padre Azelio, 89 anni, è in trepidazione per un figlio da vent'anni lontano da casa per tanti mesi all'anno, ma che non ha mai fatto mancare la sua presenza e il suo attaccamento alla famiglia e alla sua terra. Dopo essere stato per alcuni giorni nella casa del fratello Ubaldo (in tutto sono cinque fratelli), Azelio oggi è tornato nel suo appartamento a Torino, accompagnato da alcuni nipoti. "Questa mattina ci ha telefonato il ministro degli Esteri Terzi - ha riferito lo zio Ubaldo -, ha parlato direttamente con la sorella di Paolo, Vanna. Ha detto che stanno seguendo da vicino la vicenda, di stare tranquilli e che ci faranno sapere al più presto cosa sta succedendo. Noi però siamo in ansia perché chissà mai cosa può succedere all'ultimo momento".

Paolo Bosusco ha scelto di vivere in una delle borgate più isolate, a Pralesio, dove ci sono una trentina di baite come la sua e dove d'inverno non ci vive praticamente nessuno. Anche lui torna a viverci da giugno a settembre, poi ogni anno riparte per l'India, divenuta praticamente la sua seconda patria. "Probabilmente ha più amici là che qua - ha detto il sindaco di Condove, Pietro Listello -, qui conduce una vita molto ritirata, tra le sue montagne. Ci auguriamo che possa tornarci al più presto. I suoi lo aspettavano anche quest'anno tra maggio e giugno, cioè alla fine della stagione turistica laggiù in Orissa dove Paolo, appassionato da sempre di trekking, organizza gite rigorosamente a piedi".


In Val di Susa ad attendere Paolo ci sono anche i No Tav. Non si può dire che Paolo sia uno di loro ("non ha tempo per queste cose - ha detto lo zio - lui se ne sta per i fatti suoi"), ma i No Tav, in una lettera aperta indirizzata ai ribelli maoisti che lo hanno rapito, ricordano il suo amore per la natura e per la sua terra e chiedono ai rapitori di avere cura di lui e di permettergli di tornare a casa a riabbracciare i suoi cari. (Ansa)

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