Cronaca Condove

Due turisti italiani sequestrati dai maoisti in India: uno è di Condove

Paolo Bosusco è nato in provincia di Torino, a Condove, e per sette messi all'anno, da novembre a giugno gestisce un'agenzia di viaggi, l'Orissa Adventurous Trekking, a Puri

Bosusco in una foto tratta dal sito della sua agenzia di viaggi

La polizia del distretto di Kandahamal, in Orissa, ha confermato il sequestro di due italiani avvenuto il 14 marzo nell'area di Surada.

La conferma è stata data dal sovrintendente della polizia Jaynarayan Pankaj, il quale ha precisato che Surada si trova nel distretto di Ganjam, proprio al confine con quello di Kandhamal. L'ufficiale ha detto che sono state sequestrate quattro persone, due di esse indiani residenti a Puri che sono stati rilasciati. L'identità dei rapiti, Paolo Bosusco e Claudio Colangelo, coincide con quella fornita in un primo momento dai media indiani e ricavata da un audio-messaggio dei maoisti.

Paolo Bosusco è nato in provincia di Torino, a Condove, e per sette messi all'anno, da novembre a giugno gestisce un'agenzia di viaggi, l'Orissa Adventurous Trekking, a Puri. L'agenzia si occupa di studiarele tribù primitive della regione. E' molto conosciuto nella zona. Colangelo, un romano di 61 anni, appassionato di cultura delle tribù primitive, si era rivolto a Bosusco per organizzare un trekking di cinque giorni.  I due erano partiti il 12 marzo.

L'Orissa è una delle province più povere dell'India con il 47% della popolazione che vive sotto la soglia minima di povertà. Nella zona sono attivi circa 20.000 guerriglieri maoisti, che rappresentano oggi una delle principali sfide per la sicurezza interna del subcontinente indiano.

I maoisti che nello Stato indiano di Orissa hanno rapito Paolo Bosusco e Claudio Colangelo hanno chiesto ai governi dello Stato e dell'Unione di sospendere entro stasera tutte le operazioni di sicurezza e di avviare una trattativa. Lo riferiscono i media indiani. In un audio-messaggio in cui precisa che il rapimento sarebbe avvenuto due giorni fa, quando i due realizzavano "riprovevoli fotografie" a donne che facevano il bagno in un fiume, il leader dei maoisti in Orissa, Sabyasachi Panda, ha sostenuto che si deve aprire subito una trattativa sul documento contente 13 rivendicazioni diffuso dal movimento nel febbraio 2011. La piattaforma fu pubblicata dopo il rilascio del rappresentante del governo nel distretto di Malkangiri, R. Vineel Krishna, tenuto in ostaggio per otto giorni. In essa trovano posto richieste storiche come il rilascio dei prigionieri politici e la sospensione dell'Operazione Greenhunt contro la guerriglia maoista.
(ANSA)

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