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Una pedalata lunga 29mila chilometri, il giro del mondo di Paola Gianotti

Tra i ricordi più belli - racconta Paola - l'attraversamento del deserto di Atacame in Cile, la "Longest Straing Road", la strada più dritta e più lunga d'Australia ed i bambini dell'Asia, che le battevano il cinque dal bordo della strada mentre pedalava

La sua pagina Facebook è stracolma di complimenti e di applausi virtuali perchè la sua impresa si può dire davvero epica. Lei è Paola Gianotti, nativa di Ivrea, a pochi passi da Torino, ed è la prima donna italiana ad aver compiuto il giro del mondo in bici, la seconda donna al mondo.

Sono oltre 29mila i chilometri percorsi in soli 144 giorni, dei quali 137 di pedalata e 7 per i trasferimenti. Un giro del mondo che l'ha vista combattere contro le intemperie, affrontare un drammatico incidente in Arizona ed ammirare i paesaggi più incantevoli del nostro pianeta. Ivrea l'ha accolta come superwoman, pedalando con lei nell'ultimo tratto di strada, da Santhià.

Partita da Ivrea lo scorso 8 marzo, Paola ha costeggiato il Mediterraneo fino a Lisbona, da dove si è trasferita a Buenos Aires. Raggiunta la costa dell’Oceano Pacifico, ha risalito il Cile fino ad arrivare a Lima in Perù. Da lì ha effettuato un nuovo trasferimento in aereo fino a Miami, dove è iniziato il suo “coast to coast”, bruscamente interrotto in Arizona a pochi chilometri dal confine con la California, quando è rimasta coinvolta in un incidente stradale che le ha causato la frattura della quinta vertebra cervicale. Lo stop è durato fino a settembre (5 mesi), quando il 16 ha ripreso a pedalare, "nello stesso punto e alla stessa ora, come nulla fosse successo".

Dal quel momento, nulla ha più potuto fermare l'infinita pedalata di Paola: San Francisco, Australia (da Brisbane a Perth), Asia (da Singapore a Bangkok), Europa (da Istanbul a Trieste). E poi giù per l’Italia, fino a Santa Maria di Leuca, il centro abitato più a sud della Penisola, per poi risalire lungo la costa tirrenica fino a La Spezia, quindi l’attraversamento degli Appennini fino alla Via Emilia. E poi Ivrea, la sua città, dove è arrivata nel pomeriggio di ieri e dove l'ha accolta una folla di amici e di fans. "Mi sembra pazzesco - ha affermato la superwoman -. Mi vengono le lacrime al pensiero di quello che ho fatto, di aver concluso l'esperienza più grande della mia vita".

Tante le persone che, in ogni parte del mondo, l'hanno accompagnata nell'impresa. Tra i ricordi più belli - racconta Paola - l'attraversamento del deserto di Atacame in Cile, la "Longest Straing Road", la strada più dritta e più lunga d'Australia ed i bambini dell'Asia, che le battevano il cinque dal bordo della strada mentre pedalava.

Paola, la prima italiana ad aver compiuto il giro del mondo in bici, ha omologato il record, battendo il precedente, ed entrando così nel Giunnes dei primati. Un record che fa onore a lei e a tutta la sua città.
 

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