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Pretende il pagamento degli stipendi, viene minacciato con una pistola

Hanno rinchiuso un ex collaboratore nel retro del negozio. Il primo è stato condannato a sei anni e sei mesi di reclusione, il secondo a quattro anni

Per zittire un ex collaboratore, che reclamava il pagamento di poche migliaia di euro di compensi arretrati, sono arrivato al punto di rinchiuderlo nel retro del negozio. Sparando colpi di pistola a scopo intimidatorio.

Con questa accusa, due albanesi sono stati condannati oggi in tribunale, a Torino: il primo a sei anni e sei mesi di reclusione, il secondo a quattro anni e sei mesi. La sentenza è stata pronunciata dal gup Paola Boemio dopo un rito abbreviato. Riconosciuta una provvisionale di 3mila euro a carico di ciascuno dei due imputati.

Gli imputati sono parenti della titolare dell'esercizio commerciale, una pasticceria. Per la donna - che aveva scelto il giudizio ordinario - il processo riprenderà il 30 marzo. Il lavoratore, parte civile con l'avvocato Nadia Garis, si era presentato nel negozio insieme al fratello. Per le conseguenze dei colpi di pistola riportarono delle escoriazioni dovute alle schegge. A sostenere l'accusa era il pm Patrizia Caputo, che ha proceduto per estorsione e lesioni.

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