Cronaca

"L'anoressia è una sciocchezza": padre condannato per maltrattamenti sulla figlia

Più volte avrebbe disatteso il parere dei medici

Immagine di repertorio

Un torinese è stato condannato a due anni e mezzo di carcere, a maggio 2021, per maltrattamenti nei confronti della figlia, che oggi ha quasi 30 anni, per avere trascurato la situazione di anoressia della giovane tra il 2010 e il 2019, minimizzando il suo problema e sostenendo che il parere dei medici fossero solo "sciocchezze". Secondo il pm Marco Sanini, che ha sostenuto l'accusa nel processo, il comportamento del padre, che tra l'altro mandava anche la figlia a lavorare in un bar (sempre contro il parere dei medici, che avevano detto che doveva stare a riposo) per sostenere il bilancio familiare, avrebbe aggravato la sua malattia. La giovane aveva detto agli investigatori che aveva smesso di mangiare perché temeva di perdere l'affetto di suo padre crescendo e diventando una donna. A presentare la denuncia, nel giugno 2019, è stata la madre della ragazza dopo che l'uomo era stato arrestato: dopo la separazione, si era presentato a casa dell'ex moglie e delle figlie con una pistola in mano. L'uomo è stato assolto dall'accusa di maltrattamenti verso un'altra figlia.

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