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Pacco bomba a La Stampa: era pronto ad esplodere

Un pacco bomba è stato recapitato alla redazione della Stampa in via Lugaro, indirizzato ad un giornalista: era pronto ad esplodere, secondo gli inquirenti

120 grammi di polvere esplosiva, compressi dentro un hard disk e collegati ad un chip. Secondo gli artificieri, una vera bomba, pronta ad esplodere. Un ordigno con un destinatario preciso: contenuto dentro un pacco senza mittente, era indirizzata a un giornalista de La Stampa che segue da anni la vicenda del Tav in Val Susa, e che in passato era già stato più volte minacciato.

Se utilizzato e collegato alla corrente, questo ordigno, arrivato martedì in redazione, poteva esplodere, con effetti drammatici per il giornalista e probabilmente per chi gli si fosse trovato accanto. Non solo: per rendere più “accattivante” l’hard disk, il pacco era stato anche anticipato da una telefonata, circa un mese e  mezzo mese fa: nel plico recapitato in redazione era anche contenuto un foglio formato A4 che illustrava il contenuto dell’hard disk.

Ma la busta, senza mittente, ha insospettito i fattorini e anche il giornalista, ed è stata dunque chiamata la polizia. La Scientifica, analizzando il contenuto, ha scoperto che si trattava di una bomba: un mix di diversi tipi di esplosivi. Non è la prima volta che accade una cosa del genere alla Stampa: un ordigno analogo era già stato recapitato il 9 aprile scorso.

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