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Osterie d'Italia, le tre migliori “piole” a Torino e dintorni secondo Slow Food

Due a Torino e una a Moncalieri: ecco quali sono secondo Slow Food le migliori osterie della provincia

Per molti torinesi la parola “osteria” è in un certo senso una parola moderna, come computer: a Torino l'osteria si è sempre chiamata piola. Secondo l'etimologia più attendibile, l'origine della parola piola è nel francese antico “pier” o “pyer”, verbo che significava “bere”. Da questo verbo è derivato il termine medievale “piaule” o “piolle”, il luogo in cui l'oste (il “piollier”) somministrava il vino.

Non è quindi un caso che proprio in Piemonte, con Slow Food, sia nata nel 1989 l'idea di una guida per premiare e consigliare le migliori osterie di tutta Italia. La guida 2017 di Osterie d'Italia, per di più, è stata presentata alla Reggia di Venaria proprio durante l'ultimo Salone del Gusto. 263 nomi, suddivisi per regione, con i migliori locali dove mangiare spendendo al massimo 35 euro: forse un po' di più delle piole di un tempo, ma con un prezzo giusto per la qualità del cibo, come sostiene Slow Food.

In tutto il Piemonte le osterie premiate con la chiocciolina di Slow Food sono 23, di cui tre in provincia di Torino.

Ecco quali sono le osterie torinesi consigliate dalla guida “Osterie d'Italia 2017”:

La Taverna di Fra Fiusch – via Maurizio Beria 32, Revigliasco (Moncalieri)

Antiche Sere – via Cenischia 9, Torino

Ristorante Consorzio – via Monte di Pietà 23, Torino

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