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Ossa umane davanti al Monumentale, spicca l'ipotesi legata ai rituali

Tiene ancora banco il caso delle ossa ritrovate a ottobre davanti al camposanto di corso Novara. Si tratta di cinque persone diverse ma ancora non si è capito a chi appartengano

Un vecchio giallo accende i riflettori sul cimitero Monumentale di corso Novara. A tenere banco è ancora il caso delle ossa ritrovate davanti al camposanto. Ossa recuperate lo scorso mese di ottobre, immerse nella cera e inserite in una scatola con sopra la pubblicità di una pasticceria. Appartenenti a cinque persone differenti, tra cui anche un bambino. Le indagini del commissariato Dora Vanchiglia si erano concentrate soprattutto su un ritaglio di «Stampa Sera» del maggio del 1963, sul racconto di una delle udienze del caso Fenaroli. Ossia la storia da brividi di un uomo che fece uccidere la moglie pagando un sicario. 

Secondo gli investigatori, però, viene escluso un qualsiasi collegamento tra la scoperta dei resti e la vicenda in questione. Sulle ossa e i sui teschi non ci sarebbero segni di violenza o elementi particolari. I periti hanno accertato che ossa e teschi appartengono a corpi diversi, forse prelevati da diverse tombe o bare. Il sistema di sicurezza del cimitero, inoltre, non ha prodotto risultati importanti. Non viene esclusa, invece, l’ipotesi legata ai rituali. Dubbi nati dalla scoperta di una  cera di colore scuro sui resti umani. Così come non viene esclusa la profanazione e forse chi ha riportato le ossa in corso Novara ha cercato di riparare a qualche gesto compiuto anni addietro.

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